Permessi 104 in caso di più figli: il più libero è obbligato ad assistere il genitore disabile?

I permessi Legge 104 spettano ai lavoratori dipendenti con disabilità grave oppure ai lavoratori dipendenti che prestano assistenza ai loro familiari con disabilità grave.

di , pubblicato il
I permessi Legge 104 spettano ai lavoratori dipendenti con disabilità grave oppure ai lavoratori dipendenti che prestano assistenza ai loro familiari con disabilità grave.

I permessi Legge 104 spettano ai lavoratori dipendenti con disabilità grave oppure ai lavoratori dipendenti che prestano assistenza ai loro familiari con disabilità grave.

Ma cosa succede nel caso di più figli che devono assistere il genitore disabile? Il più libero è obbligato ad assistere il genitore disabile?

Rispondiamo ad un quesito pervenuto alla redazione di Investire Oggi:

“Io e mia sorella conviviamo con nostra madre, affetta da grave maculopatia (ipovedente) riconosciuta con il 100% di invalidità. Io sono pensionata, pertanto non usufruisco in alcun modo della 104. Mia sorella lavora per il Comune di Milano che chiede, per accordare l’assenza prolungata, una mia dichiarazione che per patologia non posso assistere nostra madre. Mi sembra un’assurdità, può illuminarmi?”.

Permessi 104 per genitore disabile: requisiti necessari

I tre giorni di permesso al mese per l’assistenza ai disabili tutelati ai sensi della legge 104, art. 3 comma 3 possono essere fruiti dai figli, coniugi e familiari.

È l’articolo 33 della legge 104/92 che stabilisce che anche i figli per il genitore anziano e affetto da disabilità hanno diritto a richiedere i tre giorni di permesso retribuiti al mese.

I permessi 104 retribuiti sono riconosciuti ai lavoratori sia impiegati con contratto a tempo determinato che indeterminato e spettano sia ai dipendenti pubblici che a chi lavora nel privato, ma non ai pensionati.

Inoltre, la persona per la quale si chiedono i permessi 104 deve versare in una situazione di disabilità grave riconosciuta dalla Commissione Medica Integrata. Nel caso esposto nel quesito la madre è affetta da grave maculopatia (ipovedente) riconosciuta con il 100% di invalidità.

Altro requisito necessario per beneficiare dei Permessi 104 è la mancanza di ricovero a tempo pieno della mamma in situazione di disabilità grave.

Rispondendo al quesito posto dalla lettrice possiamo dire che la sorella dipendente del Comune di Milano può prestare assistenza alla mamma disabile e usufruire dei permessi previsti dalla Legge 104, presentando apposita richiesta di giorni o di ore di permesso retribuito direttamente all’INPS.

Inoltre, per poter usufruire dei giorni di permesso Legge 104 la persona anziana disabile deve avere almeno 65 anni di età e il lavoratore deve abitare con il genitore anziano o comunque nelle sue vicinanze. Nel caso esposto nel quesito entrambe le figlie abitano con la mamma disabile.

Permessi Legge 104: quali documenti presentare?

Nel caso esposto, alla sorella lavoratrice dipendente del Comune di Milano che assiste la mamma disabile in situazione di gravità, spettano tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa.

La lavoratrice dipendente pubblica interessato a fruire dei permessi 104 ha l’onere di presentare apposita istanza per la fruizione e di dimostrare la sussistenza dei presupposti di legittimazione attraverso la produzione di idonea documentazione.

La lavoratrice deve presentare la seguente documentazione:

  • il verbale della commissione medica dal quale risulti l’accertamento della situazione di handicap grave ai sensi dell’art. 3 comma 3, della Legge 104/1992,
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà dalla quale risulti che la dipendente pubblica (sorella) sia l’unico componente della famiglia, che assiste il familiare disabile e che fruisce di permessi per l’assistenza alla persona disabile.
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà dalla quale risulti che il familiare disabile non è ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati,
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che da parte della Struttura Sanitaria non è stato rettificato il giudizio sulla gravità dell’handicap,
  • autocertificazione circa l’esistenza in vita del familiare disabile (mamma) per l’assistenza del quale sono stati concessi i previsti benefici.

Inoltre, alla succitata documentazione, la dipendente comunale (la sorella) deve presentare dichiarazione sottoscritta di responsabilità e consapevolezza dalla quale risulti che la stessa lavoratrice presta assistenza nei confronti della mamma disabile per la quale sono chieste le agevolazioni per le necessità legate alla propria situazione di disabilità.

Pertanto, è necessaria una dichiarazione che comprovi l’impossibilità di assistere la mamma anziana da parte della sorella pensionata.

Argomenti: