Permessi 104 e ferie non goduti nel 2018: si trasferiscono al 2019 o c’è divieto di cumulo?

Permessi e ferie non goduti: entro quando si possono utilizzare e quando possono essere monetizzati.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Permessi e ferie non goduti: entro quando si possono utilizzare e quando possono essere monetizzati.

Ci avviciniamo a fine anno e tornano i dubbi dei lavoratori in merito a ferie e permessi lavorativi non usufruiti. Si recuperano o vanno persi? Per quali è previsto divieto di cumulo?

Permessi lavoro: quando è previsto il cumulo?

I ROL si maturano mensilmente in busta paga in base al tipo di contratto. Se il lavoratore non ne usufruisce entro il 30 giugno dell’anno successivo, il datore di lavoro dovrà pagare il corrispettivo per i permessi ROL non goduti che risulterà in busta paga come indennità. I ROL non goduti entro il 30 giugno dell’anno seguente quindi vengono monetizzati.

Permessi 104 non usufruiti: si perdono?

Diverso è il trattamento dei permessi 104, in virtù della diversa natura del permesso. I permessi 104 non usufruiti si perdono. Per questo tipo di permessi è ammesso il cumulo in via eccezionale solo nelle circostanze previste dall’articolo 6 del decreto legislativo numero 119/2011 che ha integrato l’articolo 33 della legge 104/92 ovvero: “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.”

Ferie non godute non si perdono: cumulo o indennità sostitutiva?

L’articolo 2109 del Codice Civile prevede un minimo di 4 settimane di ferie di cui due da godere in maniera continuativa.
Le ferie non godute non si perdono. Sappiamo che non si può rinunciare alle ferie: per evitare apparenti accordi che nascondo condizioni imposte dal datore in questo senso, è previsto il divieto di monetizzazione delle ferie non godute. Posto che la normativa in tema di ferie è complessa, alcuni lavoratori erroneamente pensano di poter chiedere una retribuzione extra per le ferie avanzate dallo scorso anno. Attenzione però perché l’indennità sostitutiva per le ferie residue non godute vale solo in alcuni specifici casi. La regola generale vuole che le ferie residue (si trovano in basso nella busta paga) vadano utilizzate entro 18 mesi. Per la legge le ferie non possono essere pagate finché si continua a lavorare presso la stessa azienda o datore di lavoro. Al momento della cessazione del rapporto però, eventuali ferie non godute possono dar diritto ad una indennità sostitutiva.
C’è solo un caso in cui il lavoratore perde il diritto alle ferie, come precisato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nelle cause C-619/16 e C-684/16, ossia quando il datore sia in grado di dimostrare che sia stato il dipendente, “deliberatamente e con piena consapevolezza” a non volerne godere.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Lavoro e Contratti, Permessi Lavoro