Perde il lavoro per un robot: la lettera di licenziamento che indigna il web e spaventa

Trenta anni di esperienza non bastano a non fargli perdere il lavoro: un robot può sostituirlo, così è scritto nella lettera di licenziamento che sta indignando il web. Ecco la vera storia.

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Perdere il lavoro per l’avvento dei robot: per molti è un timore, per un operaio 61enne di Melzo, in provincia di Milano, una realtà. Dopo trenta anni di esperienza i dirigenti della fabbrica per cui lavorava (un’azienda che produce taniche e contenitori in genere) gli hanno fatto recapitare la lettera di licenziamento. Ma della storia raccontata in primis da Repubblica quello che più indigna e spaventa sono le motivazioni del licenziamento, scritte nero su bianco nella lettera dell’operaio mandato a casa “la nostra società ha installato una macchina, denominata ‘Paint cap applicator’, che svolge in automatico il medesimo lavoro sino a oggi da lei svolto. Viene così soppressa la sua posizione lavorativa”. Un robot fa il tuo lavoro meglio di te (nello specifico la posa dei tappi provvisori sui flaconi di nuova produzione, prima delle operazioni di verniciatura) e rende praticamente inutile il tuo contratto.

Di fronte alla motivazione del licenziamento, l’operaio ha dapprima cercato un tentativo di conciliazione tramite sindacato ma l’accordo non è stato raggiunto e l’azienda si è limitata a riconoscergli le indennità previste dalla legge. Motivo per cui l’uomo ha deciso di rendere pubblica la sua storia e di farsi assistere da un avvocato, il quale ha dichiarato ai media: “non si può licenziare una persona che ha lavorato trent’anni in un posto, prossima alla pensione, perché una macchina ha preso il suo posto”.

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