Perché molti sbagliano sul cashback

Commenti indignati di fronte alle immagini dello shopping natalizio: ma la colpa è del bonus cashback?

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Il nuovo nemico di molti italiani, soprattutto tra i leoni da tastiera, sembra essere il bonus cashback, “colpevole” di spingere le persone nei negozi con il rischio di assembramenti. Un’accusa di contraddizione al governo che indirettamente colpisce il bonus cashback, nuovo capo espiatorio.

La pandemia ci ha insegnato che si cerca un nemico comune, qualcuno a cui dare la colpa della situazione difficile che stiamo vivendo. Così come è stato, soprattutto durante la prima ondata, con i runners o con chi portava a passeggio il cane. Ora il dito si punta contro il rimborso sugli acquisti, tra l’altro partita obiettivamente malissimo all’insegna dei problemi tecnici sull’app IO.

 

Le immagini della gente accalcata nelle più famose vie dello shopping in Italia o a fare la fila per l’inaugurazione di nuovi punti vendita, hanno suscitato rabbia. “Il governo ci dice di stare in casa ma poi incentiva l shopping proponendo rimborsi sugli acquisti”! Ma è davvero il bonus cashback a spingere gli italiani a fare shopping natalizio? In realtà la ratio di questo incentivo è ben diversa, tanto che a dicembre si parte con la sperimentazione ma la misura entrerà nel vivo il prossimo anno. E pensiamo veramente che, pagando in contanti e senza rimborso del 10%, queste persone non si sarebbero accalcate per fare acquisti? O che tutti quelli che hanno atteso il week end per riversarsi nelle vie dello shopping abbiano scaricato l’app IO?

Che cosa non abbiamo capito del bonus cashback

Tecnicamente l’effetto del bonus cashback si definisce “nudging”, che significa “spintarella”. Un aiutino, dunque. Ma a favore di chi o di che cosa? La volontà di chi ha studiato la misura è, a ben vedere, quella di convincere gli italiani ad un cambio di mentalità.

L’invito è quello a superare alcune reticenze culturali che ci trasciniamo da tempo. Dall’altro di abituare i consumatori ad usare carte di credito e bancomat anche per acquisti di importo basso, dall’altro di rendere conveniente la misura anche per i commercianti, spesso restii ad accettare certi mtodi di pagamento in queste circostanze per via delle commissioni bancarie.

 

A dicembre per usufruire del bonus cashback bastano dieci operazioni. E a riprova di questo è anche fissato un tetto massimo di rimborso.

Peraltro il bonus cashback viene riconosciuto anche per il rifornimento di benzina, per la spesa alimentare, il pane, il latte etc. Nessuno impone di usarlo per la corsa sfrenata all’acquisto dei regali di Natale.

Poco c’entra con lo shopping natalizio e con la frenesia degli acquisti. E infatti il bonus cashback, per il momento, non ha fatto scendere i numeri degli acquisti online sotto Natale.

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