Perché le pensioni italiane sono basse? La pressione fiscale e il confronto con l’Europa

In Italia ci sono pensioni troppo basse. Rispetto al resto d’Europa però il nostro Paese eroga una rendita media in linea a quella di altri Stati. Cosa succede?

di , pubblicato il
In Italia ci sono pensioni troppo basse. Rispetto al resto d’Europa però il nostro Paese eroga una rendita media in linea a quella di altri Stati. Cosa succede?

In Italia le pensioni, come del resto il reddito da lavoro, è massacrato di tasse. Ne deriva che i pensionati italiani sono i più tartassati d’Europa, mediamente ben il 30 per cento in più dei concittadini comunitari.

In Italia, ad esempio, su una pensione lorda da 1.500 euro al mese ci sono 600 euro di imposte (Irpef e addizionali locali). In Germania sulla stessa pensione gravano 60 euro di tasse. La differenza sta tutta lì. Ma attenzione, perché le imposte si pagano anche in Germania e nel resto d’Europa, ma in maniera diversa. Vediamo

Le pensioni negli altri Paesi Ue

Generalmente nei Paesi europei sui redditi da pensione gravano aliquote fiscali progressive. Compresa l’Italia. Fatta eccezione per alcuni Stati, come Bulgaria, Lituania e Slovacchia, dove il prelievo fiscale è minimo o quasi nullo, negli altri Paesi il prelievo fiscale è elevato.

Esistono però delle sogli di esenzione. In Germania e Finlandia, ad esempio, i redditi da pensione inferiori a 16.500 euro non sono tassati. In Austria la no tax area è 15.000 euro. Mentre in Francia, in Gran Bretagna e Spagna chi prende meno di 9.000 euro all’anno di pensione non subisce prelievi fiscali.

In Italia l’asticella sta a 7.750 euro, il che rende molto pensate il prelievo del fisco sulle pensioni medie e basse. Insomma, la differenza sta tutta nel prelievo fiscale sulla rendita pensionistica, stante il fatto che il nostro Paese è mediamente in linea con l’Ue per i redditi da pensione.

Le tasse sulle rendite nel resto d’Europa

La dinamica della tassazione delle pensioni in Europa non è uniforme. Per tutti i sistema pensionistici ci sono tre step: la fase dell’accantonamento, in cui vengono versati i contributi; la fase dell’accumulazione, in cui i contributi versati fruttano un rendimento; la fase della prestazione, in cui si ha la percezione della rendita o pensione.

Per 17 stati su 24 si adotta il modello che applica l’esenzione fiscale sugli importi versati e accumulati, per tassare soltanto la pensione finale. In Italia è prevista una esenzione totale sui contributi versati, una tassazione sul rendimento del montante contributivo e, soprattutto, la tassazione della rendita finale, cioè la pensione.

Così in Italia, pagando più tasse sugli assegni finali risultiamo fra i più tartassati d’Europa insieme alla Danimarca.

Argomenti: ,