Per le pensioni all’estero: i benefit maggiori nel Nord Europa. Ecco dove

Per le pensioni all'estero: i benefit maggiori nel nord Europa. Ecco dove non senza qualche clamorosa sorpresa, vediamo quale. Non solo per il pensionato italiano che vuole godersi la vecchiaia all'estero.

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Per le pensioni all'estero: i benefit maggiori nel nord Europa. Ecco dove

Focus per le pensioni all’estero: i benefit maggiori nel Nord Europa. Ecco dove per il cittadino italiano che vuole godersi la vecchiaia al di fuori dei confini nazionali. Dalla Finlandia alla Svezia, ma anche con la sorpresa che è rappresentata dalla Polonia.

Per le pensioni all’estero, in particolare, i tre Paesi indicati non rappresentano solo la potenziale meta per il pensionato italiano che vuole godersi la vecchiaia all’estero. Ma anche per chi oggi è giovane e, lavorando all’estero, potrà beneficiare di un sistema pensionistico migliore rispetto a quello italiano.

Per le pensioni all’estero: i benefit maggiori nel nord Europa. Ecco dove

Nel dettaglio, praticamente nel Nord Europa vivere e lavorare è più conveniente. Al fine di ottenere, proprio per le pensioni all’estero, un assegno di importo più elevato quando ci sarà il ritiro dal lavoro.

Ragion per cui, chi oggi è giovane dovrebbe valutare o quantomeno prendere in considerazione l’idea di andare a lavorare all’estero. Specie se l’occupazione è discontinua con la conseguente ripercussione negativa sull’anzianità contributiva. Che poi in Italia si paga a caro prezzo dopo i 60 anni.

Per le pensioni all’estero, in base al Paese in cui si vive, si lavora di più o di meno per maturare una pensione confortevole. E da questo punto di vista, non lo si scopre di certo oggi, l’Italia non brilla.

Perché andare a vivere e lavorare nei Paesi del Nord Europa

Per le pensioni all’estero, e sul perché andare a vivere e lavorare nei Paesi del Nord Europa, le ragioni sono tante. Dalla parità di genere per gli stipendi al welfare. Nei Paesi del Nord Europa, infatti, chi perde il lavoro non solo prende una cospicua disoccupazione, ma è lo Stato stesso ad intervenire affinché il cittadino trovi una nuova occupazione il più presto possibile.

Uno scenario che in Italia, nella maggioranza dei casi, ad oggi è da fantascienza.

Così come chi lavora nei Paesi del Nord Europa non passa mai 10 ore in ufficio. Basti pensare alla sperimentazione, in Paesi come la Svezia, della giornata lavorativa avente una durata pari a sole 6 ore. Puntando sulla qualità del lavoro e sulla produttività, e non sulla quantità.

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