Per il Garante il Fisco non può violare la privacy

In un incontro tenuto qualche giorno fa il Garante Pizzetti lancia un monito al Governo, per cui la lotta all’evasione non deve comunque calpestare il diritto alla riservatezza dei cittadini

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
In un incontro tenuto qualche giorno fa il Garante Pizzetti lancia un monito al Governo, per cui la lotta all’evasione non deve comunque calpestare il diritto alla riservatezza dei cittadini

Presentando il volume “Sette anni di protezioni dati in Italia”, il garante della privacy, Francesco Pizzetti ha fatto il punto su una questione molto delicata che attualmente ritorna prepotentemente sotto i riflettori: in che misura il Fisco può ledere la privacy dei cittadini – contribuenti?

Le parole del Garante Pizzetti fanno preoccupare e anche tanto visto che il supremo soggetto che ha il compito di tutelare la nostra riservatezza, afferma che se “Finora noi potevamo assicurare alle imprese e alle persone giuridiche un alto livello di protezione. Oggi tutto questo non è più possibile”.

 

Pizzetti: la lotta all’evasione non può ledere la privacy

Oggi il governo tecnico chiamato in tutta fretta a risanare i nostri conti pubblici, punta alla lotta al sommerso e quindi all’evasione fiscale, che inevitabilmente comporta un accesso continuo e massiccio ai  dati personali dei cittadini da parte degli uffici pubblici. Come dice Pizzetti “è importante che si consideri questa una fase di emergenza dalla quale uscire al più presto perché può condurre a fenomeni di controllo sociale di dimensioni spaventose”, altrimenti continua Pizzetti – “lo spread fra democrazia italiana e occidentali crescerebbe”.
Pizzetti non critica certamente l’estenuante lotta all’evasione fiscale, perpetrata dal Governo con Agenzia delle Entrate e Comuni, ma la lesione che questa rischia inevitabilmente di produrre a uno dei beni meritevoli di maggior tutela, ossia il diritto alla riservatezza, è evidente. In altre parole, la lotta all’evasione sì, ma non a discapito della privacy dei cittadini.

 

La proposta di Befera sul “bollino blu”

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate nei giorni scorsi ha presentato la proposta di un cosiddetto “bollino blu” (vedi Evasione fiscale: bollino blu a chi paga le tasse), ma il Garante Pizzetti mette in guardia da questa proposta, auspicando attenzione nel creare “liste dei buoni e dei cattivi e ai bollini di qualunque colore siano”, considerando che “le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni”, usando le stesse parole del Garante Pizzetti.

 

Le novità del decreto salva Italia

Un’ accusa precisa quella del garante che non risparmia le novità introdotte nel recente decreto salva Italia, in riferimento ai nuovi oneri in capo alle imprese, che vengono limitati con il rischio di interrompere istruttorie in atto, archiviare segnalazioni, dichiarare estinti ricorsi ancora non scaduti.

 

I risultati dell’Autorità raggiunti nel 2011

Ovviamente nel resoconto di Pizzetti, non manca l’elogio dei risultati raggiunti dall’Autorità garante dei dati personali nello scorso anno, il 2011. Volendo dare un po’ di numeri, sono state all’incirca 358 le violazioni accertate e si aggirano sui 3 milioni di euro le sanzioni irrogate.

Tra le violazioni si segnalano quelle riguardanti attività promozionali indesiderate, attivazione di servizi non richiesti e ispezioni in strutture sanitarie pubbliche e private.

Circa 3668 i quesiti, reclami e segnalazioni, fatti  al Garante in varie aree come telefonia, Internet e informatizzazione, sanità e servizi di assistenza sociale, videosorveglianza, rapporti di lavoro.

Sono state compiute 447 ispezioni, effettuate in diversi settori, come strutture sanitarie pubbliche e private, fornitori di servizi di pubblica utilità, il sistema della fiscalità, le società di marketing e le società che forniscono servizi informatici in modalità cloud computing.

 

Cittadino non deve essere “sospettato” a priori

Detto ciò, la parte ovviamente balzata agli onori delle cronache è quella relativa al monito lanciato dal Garante Pizzetti al Governo tecnico. “Vediamo che è in atto, a ogni livello dell’amministrazione, e specialmente in ambito locale, una spinta al controllo e all’acquisizione di informazioni sui comportamenti dei cittadini che cresce di giorno in giorno. Un fenomeno che, unito all’ amministrazione digitale, a una concezione potenzialmente illimitata dell’open data e all’invocazione della trasparenza declinata come diritto di ogni cittadino di conoscere tutto, può condurre a fenomeni di controllo sociale di dimensioni spaventose”. Un monito chiaro e preciso, che merita lodi, considerato il momento storico e politico in cui viviamo, dove lo spauracchio della crisi economica, dello spread e  del pareggio di bilancio, produce il rischio palese e purtroppo non ipotetico, di calpestare il sacrosanto diritto alla privacy. Se già il diritto al lavoro non esiste più, anche se la lista di violazioni costituzionali potrebbe essere infinita, il rischio palese è quello di scalfire le basi democratiche del nostro Stato. “È proprio dello Stato non democratico pensare che i propri cittadini siano tutti possibili violatori delle leggi. In uno Stato democratico, il cittadino ha il diritto di essere rispettato fino a che non violi le leggi, non di essere un sospettato a priori”. Plauso a Pizzetti. Speriamo che qualcuno lo ascolti.

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Argomenti: News Fisco

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