Per il dopo quota 100, una pensione in due quote diverse: la proposta del Inps

Una quota di pensione anticipata a 62-63 anni e poi il resto al raggiungimento dei 67. Come funziona la flessibilità suggerita dal Inps.

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Una quota di pensione anticipata a 62-63 anni e poi il resto al raggiungimento dei 67. Come funziona la flessibilità suggerita dal Inps.

Siamo a settembre e presto il governo dovrà delineare la strada da percorrere per dopo quota 100. Il sistema di pensionamento anticipato a 62 anni con 38 di contributi versati terminerà il 31 dicembre 2021.

In assenza di un intervento, scatterà uno scalone di 5 anni con le regole previste dalla riforma Fornero. Ma i partiti di maggioranza stanno facendo di tutto per evitare il peggio per i lavoratori e cercare di salvaguardare l’uscita a 62 anni.

Pensione contributiva a 62-63 anni e retributiva a 67

Mandare in pensione tutti a 62 anni sarebbe però troppo oneroso. Così come permettere l’uscita con 41 anni di contributi versati indipendentemente dall’età. Così, sta avanzando l’ipotesi, suggerita dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico, di liquidare le future pensioni in due tranches.

Una prima parte di pensione subito, al raggiungimento dei 62-63 anni, a valere elusivamente sui versamenti effettuati nel sistema contributivo. Cioè quelli maturati dal 1996 in poi. E una seconda pensione che si aggiungerebbe alla prima, al raggiungimento dei 67 anni, a valere sulla restante parte dei versamenti effettuati prima del 1996 a valere sul sistema di calcolo retributivo.

La soluzione avrebbe il merito di mantenere in equilibrio i conti dell’Inps e, grazie ai risparmi realizzati da quota 100 (9,5 miliardi di euro), di aprire le porte al pensionamento anticipato a molti lavoratori.

La flessibilità in uscita

In questo modo montano le probabilità sulla possibilità di mantenere valido il requisito anagrafico a 62 anni (forse 63) senza penalizzazioni di calcolo, ma con flessibilità in uscita.

In buona sostanza si manterrebbe aperta la strada dell’anticipo della pensione, anche solo per la parte contributiva. L’anticipo sarebbe di 5 anni rispetto alla pensione di vecchiaia, la cui liquidazione avverrà per la sola parte retributiva.

In altre parole il sistema di calcolo della pensione mista verrebbe sdoppiato e liquidato a parte. In questo modo lo Stato potrebbe risparmiare più del 70% rispetto a quanto speso per quota 100 (10 miliardi di euro).

Per contro, il lavoratore che a 62-63 anni volesse uscire prima, potrebbe farlo con una pensione anticipata che sarebbe comunque la parte maggiore dei versamenti effettuati durante la carriere lavorativa.

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