Per il ddl Malattia che sposta le scadenze fiscali potrebbe aprirsi un nuovo spiraglio

Ddl malattia prevede, sostanzialmente, lo spostamento delle scadenze in capo al professionista, in caso di malattia, o infortunio.

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I conti della ragioneria dello stato sul ddl malattia potrebbero essere errati. Dopo i recenti approfondimenti, “non sembra esistere più alcuna ragione valida che possa giustificare ulteriori ritardi da parte del legislatore”. Queste le parole del presidente dell’Associazione nazionale commercialisti (Anc), Marco Cuchel. Ecco cosa sta succedendo.

DDL Malattia, cos’è?

Ddl malattia prevede, sostanzialmente, lo spostamento delle scadenze in capo al professionista, in caso di malattia, o infortunio. Un provvedimento che, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, assume una maggiore importanza.

Il ddl, lo ricordiamo, aveva subito una battuta d’arresto a gennaio, con l’avvio della crisi del governo di Giuseppe Conte.

La norma in questione mantiene invariati i saldi

Il DDL Malattia era stato bloccato dalla Ragioneria Generale dello Stato per problemi di copertura finanziaria.

In particolare, è stato previsto un impatto del 3% delle denunce da infortunio pari ad un danno calcolato per 236, 3 milioni di euro.

La questione aveva suscitato non poche polemiche. Alcuni tecnici, infatti, osservavano che la norma in realtà, parla chiaramente di differimento di termini e in nessun modo prevede sconti o sgravi per il contribuente, pertanto non si determinerebbe alcun danno erariale, anzi semmai la generazione di interessi.

Il DDL potrebbe riprendere il suo iter?

Il presidente dell’Associazione nazionale commercialisti (Anc), Marco Cuchel, in una recente nota, ritiene errate le valutazioni della Ragioneria generale dello Stato in merito agli effetti finanziari del provvedimento.

Secondo recenti approfondimenti la misura necessita di una copertura che dovrebbe essere di circa 35 milioni complessivi, tra mancate entrate di natura finanziaria e da contributi previdenziali. Ben lontani dai 236, 3 milioni di euro previsti dalla Ragioneria Generale dello Stato.

Con questi numeri, spiega Cuchel, “non sembra esistere più alcuna ragione valida che possa giustificare ulteriori ritardi da parte del legislatore, dal quale ci aspettiamo la decisione di fare riprendere al testo il suo iter parlamentare in tempi brevi”.

 

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