Pensioni: uscita a 64 anni per chi aveva la Quota 96, ma con limitazioni

Pensioni a 64 anni per chi aveva la Quota 96 nel 2012, dipendenti nel settore privato e privi di occupazione, ma con limitazione. (circolare INPS 196/2016).

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Pensioni a 64 anni per chi aveva la Quota 96 nel 2012, dipendenti nel settore privato e privi di occupazione, ma con limitazione. (circolare INPS 196/2016).

Pensioni a 64 anni per chi aveva la Quota 96 nel 2012. Con la recente circolare INPS 196/2016, l’Inps e il Ministero del Lavoro hanno eliminato un ostacolo al pensionamento in deroga alla Legge Fornero.

Pensioni: Quota 96 uscita a 64 anni

Potranno andare in pensione a 64 anni, coloro che non risultavano più impiegati in attività lavorative dipendenti nel settore privato o privi di occupazioni, o impiegati in attività di lavoro autonome (partita Iva) o alle dipendenze di amministrazioni pubbliche.


Nella circolare si legge che “….si ritiene possibile aderire ad una interpretazione in bonam partem del comma 15 bis cit., secondo la quale il diritto di accesso al pensionamento può essere esercitato anche da coloro che alla data di entrata in vigore della riforma prestavano attività di lavoro autonomo, svolgevano attività di lavoro presso una pubblica amministrazione o erano privi di occupazione, purché fossero comunque in possesso del requisito anagrafico e dell’anzianità contributiva richiesta dalla norma in esame maturata in qualità di lavoratori dipendenti del settore privato”.

Pensioni: requisiti uscita a 64 anni

In via eccezionale, per i lavoratori dipendenti del settore privato, possono beneficiare della deroga chi ha raggiunto il seguente requisito minimo:

  • i lavoratori che abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012, possono conseguire il trattamento della pensione anticipata al compimento di un’età anagrafica non inferiore a 64 anni;
  • le lavoratrici possono conseguire il trattamento di vecchiaia, con un’età anagrafica non inferiore a 64 anni qualora maturino entro il 31 dicembre 2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla medesima data conseguano un’età anagrafica di almeno 60 anni.

Potranno giovarsi dell’uscita a 64 anni, anche coloro che al 28 dicembre 2011 non risultavano più impiegati in attività lavorative dipendenti nel settore privato in quanto o privi di occupazione, o impiegati in attività di lavoro autonome o alle dipendenze di amministrazioni pubbliche.

Pensioni: requisito contributivo minimo con limitazioni

Per poter beneficiare della deroga, il requisito contributivo minimo richiesto deve essere calcolato considerando la sola contribuzione derivante da lavoro dipendente del settore privato. In tale calcolo saranno escluse i periodi di contribuzione volontaria, di contribuzione figurativa maturata per eventi al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato, da riscatto non correlato ad attività lavorativa.

Non tutta la contribuzione,può essere fatta valere per raggiungere il requisito contributivo minimo. Non potranno essere utilizzati, al fine del raggiungimento del requisito minimo contributivi: il riscatto della laurea, il periodo di servizio militare, il riscatto o l’accredito figurativo derivante da maternità collocate al di fuori del rapporto di lavoro, la contribuzione volontaria.

Pensioni: quando il requisito non muta?

Il requisito, non viene mutato, per i lavoratori che al 28 dicembre 2011 erano impiegati in attività lavorativa dipendente nel settore privato. Per questa tipologia di lavoratori per il calcolo del raggiungimento del requisito minimo è possibile continuare ad utilizzare tutta la contribuzione accreditata. L’unica limitazione per questi lavoratori è che per il raggiungimento dei 35/36 anni di contributi non può essere utilizzata la contribuzione figurativa derivante da disoccupazione indennizzata e da malattia.

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