Pensioni, Tridico: il sistema pensionistico è sostenibile, ma per quanto ancora?

Il sistema pensionistico è sostenibile, ma non lo sarà ancora a lungo in assenza di interventi strutturali. Serve più flessibilità e adeguatezza delle pensioni.

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Il sistema pensionistico è sostenibile, ma non lo sarà ancora a lungo in assenza di interventi strutturali. Serve più flessibilità e adeguatezza delle pensioni.

Il sistema delle pensioni in Italia è sostenibile, per ora. Lo ha affermato Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, intervenendo al dibattito online “il pensionamento tra flessibilità e sostenibilità”.

In altre parole, il rapporto fra entrate contributive e uscite pensionistiche è in equilibrio, ma al netto degli interventi sociali e assistenziali dell’Inps. Ovviamente, finché l’inps dovrà intervenire sulle pensioni integrando gli assegni, ci sarà sempre uno scostamento di bilancio fra entrate e uscite.

16 milioni di pensionati in Italia

Stando agli ultimi dati diffusi dall’Istat sull’andamento delle pensioni in Italia, nel 2018, il numero di pensionati era stabile a 16 milioni rispetto al 2017, per un numero complessivo di trattamenti pensionistici erogati pari a poco meno di 23 milioni. La spesa totale pensionistica (inclusa la componente assistenziale) nello stesso anno raggiungeva i 293 miliardi di euro (+2,2% su variazione annuale). Il peso relativo della spesa pensionistica sul Pil si attesta al 16,6%, valore appena più alto rispetto al 2017 (16,5%), segnando un’interruzione del trend decrescente osservato nel triennio precedente. Secondo Tridico, “la sostenibilità finanziaria è assicurata, meno la sostenibilità sociale” in quanto “il sistema è rigido perché legato a coefficienti dell’aspettativa di vita che non sono individuati, ma risultati da medie“. “Nella realtà i coefficienti dell’aspettativa di vita riflettono le condizioni sociali, del lavoro, le condizioni di provenienza dei lavoratori. Questa è una delle principali rigidità”.

Aumentano i pensionati, diminuiscono i lavoratori

Sempre secondo i dati statistici, gran parte della spesa (265 miliardi, il 91% del totale) è destinata alle pensioni Ivs (invalidità, vecchiaia e superstiti), legate a un pregresso contributivo proprio o di un familiare, a cui si aggiungono 4,2 miliardi erogati a copertura di 716.000 rendite dirette e indirette erogate per infortuni sul lavoro e malattie professionali.

Le pensioni assistenziali (invalidità civile, pensione sociale e pensione di guerra) sono circa 4,4 milioni e impegnano 23,8 miliardi. Si riduce il rapporto tra numero di pensionati Ivs e occupati, che misura il carico dei pensionati sopportato da quanti partecipano attivamente al mercato del lavoro. Nel 2018 ci sono 606 pensionati da lavoro – con pensione diretta o indiretta – ogni 1.000 persone occupate, mentre erano 683 nel 2000.

Sistema pensionistico sostenibile, per ora

Secondo Maria Cecilia Guerra, sottosegretario all’Economia, il sistema pensionistico è al momento sostenibile, ma c’è uno squilibrio che cresce. “Flessibilità, sostenibilità e adeguatezza vanno affrontati insieme tenendo conto delle distorsioni che esistono, non solo nel sistema pensionistico, ma forse ancora di più nel nostro mercato del lavoro”. Anche l’aspettativa di vita è diversa fra i lavoratori e di questo il sistema pensionistico non ne tiene conto o ne tiene conto ancora in minima parte. “Il sistema che si preannunciava per i futuri pensionandi era ispirato a un meccanismo attuariale di un montante pensionistico attualizzato – aggiunge Fenando di Nicola, direttore centrale Studi e Ricerche dell’Inps – alimentato da tutti i contributi del lavoratore, trasformato in un trattamento pensionistico che teneva conto della speranza di vita al pensionamento”. Un altro problema – dice ancora Tridico – è che “in Italia ci sono 2-3 milioni di lavoratori in nero che non pagano i contributi e non partecipano alla sostenibilità del sistema pensionistico che, comunque, è sostenibile. Per ora.

Vedi anche: Pensioni, dal 2021 più pensionati che lavoratori pubblici

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