Pensioni e settima salvaguardia: saranno riaperti i termini di ammissione?

Presentata un'interrogazione parlamentare per la riapertura dei termini di ammissione alla settima salvaguardia.

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Presentata un'interrogazione parlamentare per la riapertura dei termini di ammissione alla settima salvaguardia.

Un’interrogazione presentata al Ministero del Lavoro al Senato da Antonio De Poli, chiede la riapertura dei termini per l’ammissione alla settima salvaguardia.

La riapertura servirebbe a consentire a tutti coloro che non hanno provveduto entro i termini all’istanza di accesso ed in possesso dei requisiti di poter accedere al beneficio.

De Poli sostiene che alcuni lavoratori, pur se in possesso dei requisiti, si sono trovati esclusi dal provvedimento perchè non hanno rispettato i termini previsti per la presentazione della domanda.

Per poter accedere alla settima salvaguardia, infatti, era necessario produrre istanza di accesso entro il 1 marzo 2016. Il riconoscimento alla pensione con le vecchie regole, quindi, non era automatico ma doveva essere richiesto dagli interessati con formale domanda all’Inps.

Le categorie che potevano accedere alla tutela erano le seguenti:

  • 6.300 lavoratori in mobilità, con inclusione dei lavoratori edili che avevano stipulato accordi governativi o non governativi entro il 31 dicembre 2011, cessati dal servizio entro il 31 dicembre 2014 che maturano un diritto a pensione, con le vecchie regole, entro la data di scadenza della mobilità (o entro l’anno successivo se cessati dal servizio entro il 31 dicembre 2012);
  •  9mila lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011;
  •  6 mila lavoratori cessati dal servizio entro il 31 dicembre 2012 a seguito di stipulazione di accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo, a condizione che, in tale ultimo caso, gli accordi siano stati siglati entro il 31 dicembre 2011; lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro in via unilaterale (es. dimessi o licenziati) tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2011 ;
  • 2 mila lavoratori che nel 2011 fruivano del congedo per assistere figli con disabilità gravi (sono stati esclusi i lavoratori che hanno fruito dei permessi retribuiti della legge 104/1992);
  •  3 mila lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato o in somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal lavoro tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato con esclusione comunque dei lavoratori agricoli e stagionali.De Poli con la sua interrogazione parlamentare chiede, quindi, di riesaminare la questioneper garantire un adeguato trattamento pensionistico a quei cittadini che, pur avendo un passato lavorativo meno tutelato, non sono venuti a conoscenza della possibilità di pensionamento entro i tempi utili.
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