Pensioni scuola: ai docenti conviene o no il riscatto laurea?

Il riscatto laurea per i docenti implica una spesa importante, ma non sempre conviene. Ognuno deve fare i propri conti guardando ai requisiti necessari per andare in pensione.

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Il riscatto laurea per andare in pensione prima o per prendere più soldi di rendita? L’interrogativo è d’obbligo per i migliaia di docenti della scuola che hanno iniziato a lavorare tardi.

Come noto, in Italia il personale docente ha un’età media molto alta rispetto al resto d’Europa, più di 53 anni. A fronte dei quali corrispondono, oltretutto, pochi anni di contribuzione se si considera che la carriera dei professori inizia spesso dopo i 30 anni.

Il riscatto laurea per i docenti della scuola

La causa di questo ritardo è dovuta più che altro alla lunga permanenza nelle Università, dove difficilmente ci si laurea in corso. Ma anche, e soprattutto, a causa del ginepraio burocratico, dei farraginosi meccanismi ministeriali, in cui ci si imbatte per intraprendere la strada dell’insegnamento.

Fra supplenze, precariato e concorsi che richiedono tempi biblici, l’immissione in ruolo arriva tardi per i più. Con la conseguenza che i contributi maturati a fine carriera non possono essere certamente tanti, rispetto a chi inizia a lavorare a 20 anni. In questo senso, il riscatto laurea diventa importante.

Ed ecco che ci si domanda, a questo punto, dopo tanti sacrifici, se conviene o meno pagare fior di quattrini per gli anni di studio universitari. Quattro o cinque che siano, saranno utili per anticipare la pensione o per prendere di più. Conviene farlo?

Conviene o no pagare per andare in pensione prima?

Ebbene, la risposta è senz’altro positiva, poiché, a fronte di un esborso economico non indifferente per il riscatto laurea dei docenti (peraltro deducibile fiscalmente), avendo pochi contribuiti alle spalle è necessario tutelarsi. Anche se non esiste un termine e quindi non c’è fretta per farlo.

Soprattutto nel sistema agevolato.

Unica cosa, il riscatto laurea deve essere fatto prima di andare in pensione ed è opportuno che ognuno si faccia bene i conti tenendo presente quali sono i requisiti contributivi per la pensione di vecchiaia.

Questa, come noto, si ottiene oggi a 67 anni con almeno 20 di contributi. In alternativa si può lasciare la scuola con 42 anni e 10 mesi di contributi (12 mesi in meno per le donne) indipendentemente dall’età. Regola quest’ultima che difficilmente può essere centrata dai docenti solo con la contribuzione da lavoro.

Anche le pensioni anticipate in deroga alla Fornero (Opzione Donna, Ape Sociale e Quota 102) richiedono limiti contributivi ben definiti. E’ quindi bene che ognuno faccia i propri conti prima di effettuare il riscatto laurea che, come noto, costa nel sistema agevolato più di 20.000 euro.

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