Pensioni, riformare quota 100: le proposte sul tavolo

Prenderà il via a breve il confronto fra governo e parti sociali per riformare quota 100. Per la Lega basterebbe prorogarla così com’è, ma il governo non vuole.

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Prenderà il via a breve il confronto fra governo e parti sociali per riformare quota 100. Per la Lega basterebbe prorogarla così com’è, ma il governo non vuole.

Sono giornate concitate queste per il governo, stretto fra la traballante tenuta della maggioranza giallo-verde e i progetti di riforma pensionistica. Ognuno, poi, dice la sua, dai sindacati, ai tecnici  per finire al presidente dell’Inps, quando forse basterebbe prorogare quota 100 (come vorrebbe la Lega) per superare ogni dubbio.

Così, fra una proposta e l’altra, si devono fare anche i conti con i soldi, quelli che non ci sono per attuare ambizioni programmi di riforma previdenziale e che farebbero storcere il naso, non solo all’OCSE che vorrebbe un allungamento dell’età pensionabile, ma anche a Bruxelles che tiene costantemente monitorato il bilancio e il debito pubblico dell’Italia.

Pensioni: verso la riforma di quota 100

Il confronto che si terrà lunedì prossimo sulle pensioni servirà ad avviare un percorso per pensare a una riforma sulla flessibilità in uscita più stabile e più duratura della sperimentazione di Quota 100“, ha spiegato il ministro del lavoro Nunzia Catalfo dei 5stelle. E la volontà di fare presto è confermata dal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Barena del Pd. “Se riuscissimo ad introdurre dentro la prossima manovra, un intervento sull’ Irpef e un provvedimento pensionistico per superare quota cento non sarebbe poco“. Il secondo punto fermo, per quel che riguarda le pensioni, è che questo provvedimento dovrebbe impegnare molte meno risorse di quelle che si spendono per quota 100 (38 anni di contributi e 62 di età) per cui sono stati stanziati oltre 8 miliardi per gli ultimi due anni, anche se la spesa è di molto inferiore al previsto. “Nel 2021 quota 100 decade – ha ricordato Baretta – abbiamo deciso di cominciare subito la discussione sulle pensioni e l’obiettivo è dare una flessibilità in uscita che costi meno di quota cento, che non è gestibile per i nostri conti pubblici“.

Pensione anticipata solo col contributivo

La terza convinzione che si sta facendo strada nel governo è l’ipotesi di rendere facoltativa l’uscita anticipata con il ricalcolo tutto col sistema contributivo, come proposto ieri dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. “Se scelgo il contributivo, siccome tanto verso e tanto prendo, me ne posso andare quando voglio“, sintetizza Baretta.

In quel caso la perdita per il lavoratore dipenderebbe dalla sua storia contributiva. Il dibattito è già aperto, ma nella maggioranza ci sono diverse posizioni. Da quella dei grillini, prudenti su quota 100 varata dal loro precedente governo insieme al reddito di cittadinanza, a quella dei renziani che la abolirebbero tout court. Comunque sia Pd e M5S sembrano d’accordo a procedere con un sistema flessibile di età di pensionamento che non abbia ripercussioni sui conti. Insomma la ratio è superare la Fornero con un meccansimo che non sia costoso come quota 100.

Pensioni: la proposta dei sindacati

Per i sindacati l’ideale sarebbe poter andare in pensione a 62 anni con un minimo di 20 anni di contributi e senza penalizzazioni. Un’idea alquanto velleitaria – commentano da palazzo Chigi – perché costerebbe alle casse dello Stato almeno miliardi, quindi impossibile da attuare. La curva della spesa pensionistica si alzerebbe di un punto, un punto e mezzo di Pil, ragionano i tecnici del governo, anche se i calcoli sono da mettere a punto. La mina dei costi è però sul tavolo e lì la troveranno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil quando lunedì prossimo incontreranno il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, proprio per entrare nel merito della loro proposta. È chiaro che non sarà un incontro risolutivo, ma si metteranno i primi paletti e si stilerà una road map della trattativa che si annuncia lunga. Il quadro che fanno i sindacati è chiaro: se riformare la Fornero (67 anni di età oppure 43 anni di contributi) anche per superare quota 100 costa troppo, la riposta è nel sistema stesso, ovvero rivedere i calcoli, soppesare il carico fiscale, non penalizzare i sacrifici di una vita. E soprattutto usare gli avanzi di quota 100.

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