Pensioni: ricongiunzione onerosa contributi è tegola per pensionati

Nel silenzio dei media la ricongiunzione contributiva diventa un costo per il richiedente. Quella della ricongiunzione delle pensioni è da sempre un commedia con ben poca chiarezza

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Nel silenzio dei media la ricongiunzione contributiva diventa un costo per il richiedente. Quella della ricongiunzione delle pensioni è da sempre un commedia con ben poca chiarezza

Le nuove norme sulla ricongiunzione onerosa dei contributi stanno creando non pochi problemi a migliaia di lavoratori. Per cercare di inquadrare la questione partiamo da un caso concreto ossia dalla notizia di un impiegata di 57 anni della provincia di Sondrio, che con l’avvicinarsi del raggiungimento dei 40 anni di contributi versati, ha pensato bene di rivolgere istanza all’inps per conoscere la situazione contributiva e se fosse necessario il versamento di una somma per poter beneficare della pensione.

La risposta dell’istituto previdenziale è stata però raggelante visto che l’Inps ha chiesto alla donna un versamento di 654.054,48 euro in unica soluzione, dilazionabili in 180 rate da 4.800 euro per un totale da versare di oltre 900 mila euro (fonte “Blitz quotidiano” del 2 settembre 2011).  

RICONGIUNZIONE PERIODI CONTRIBUTIVI: TUTTE LE TRASFORMAZIONI LEGISLATIVE

A prima vista quello che sembra essere un errore del sistema informatico ( chi non ricorda le famose “cartelle pazze”)  pare invece essere il risultato delle nuove norme in materia di ricongiunzione pensionistica a seguito delle modifiche disposte dall’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dal 30 luglio 2010. Infatti tali disposizioni normative hanno previsto l’abrogazione di tutte le norme che prevedevano il trasferimento della contribuzione all’inps in maniera gratuita (abrogato l’articolo 124 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092 (dipendenti civili e militari in servizio permanente e continuativo); l’articolo 21, comma 4, e articolo 40, comma 3, della legge 24 dicembre 1986, n. 958 (carabinieri, graduati e militari di truppa, sergenti di complemento), articolo 28 della legge 4 dicembre 1956, n. 1450 (fondo di previdenza per i lavoratori del comparto telefonico); articolo 40 della legge 22 novembre 1962, n. 1646 ( riguarda i dipendenti pubblici che hanno versato contributi all’inpdap) ed altri).  

RICONGIUNZIONE CONTRIBUTI INPS INPDAP: SI PAGA TUTTO

Ricordiamo che l’istituto della ricongiunzione dei contributi è quell’istituto che permette, al contribuente che ha diverse posizioni assicurative in diverse posizioni previdenziali, di riunire tutte le posizioni in un’unica gestione, al fine di ottenere l’erogazione di un solo trattamento pensionistico. Tuttavia sebbene tale istituto prima del 1° luglio 2010  fosse gratuito per i richiedenti, dopo tale data, a seguito delle disposizioni legislative sopra richiamate, comporta dei costi per il contribuente.

Pertanto nel passato  chi doveva trasferire nell’ente previdenziale i contributi relativi ai periodi ricongiunti vedeva pagati gli oneri dovuti dall’ente di gestione pensionistica, il quale si faceva carico anche degli interessi al 4,5 % per cento previsti. Con le modifiche introdotte invece, ai sensi di quanto  prevede la legge n. 29 del 1979, si dovranno applicare le regole sul calcolo e il pagamento dell’onere previsto per i riscatti. Gli effetti delle modifiche introdotte dall’art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, ricadono particolarmente sulle dipendenti donne, e soprattutto delle lavoratrici pubbliche che vorrebbero trasferire i propri contributi al’inps perché non riescono ad effettuare la ricongiunzione, a proprie spese, verso l’inpdap perché troppo onerosa. Altro settore notevolmente penalizzato è quello dei lavoratori del comparto elettrico e telefonico. Per questi ultimi ora la ricognizione all’AGO di quanto versato ai fondi telefonici ed elettrici verrebbe a costare diverse decine di migliaia di euro, con la conseguenza che i lavoratori preferiscono continuare la loro attività lavorativa piuttosto che beneficare di un “costoso” trattamento pensionistico.  

RICONGIUNZIONE CONTRIBUTIVA A PAGAMENTO: SILENZIO DEI MEDIA

La novità normativa sembra apparentemente non avere avuto notevoli risvolti mediatici, tuttavia occorre segnalare che al riguardo gli on. Lannutti e Carlino hanno rivolto interpellanza al Governo al fine di fare chiarezza sulle modifiche, e che, sempre con l’obiettivo di informare il cittadino e di metterlo al corrente delle nuove modifiche, la Cgil e l’Inca hanno indetto una conferenza stampa da tenutasi il 21 dicembre per raccontare le decine di casi che riguarderanno lavoratori penalizzati dalle nuove disposizioni.  

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