Pensioni: quota 100 confermata, mancano i fondi per le altre riforme

La riforma delle pensioni non si può fare subito, serve tempo e più denaro. Confermate in manovra finanziaria quota 100, opzione donna e Ape sociale.

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La riforma delle pensioni non si può fare subito, serve tempo e più denaro. Confermate in manovra finanziaria quota 100, opzione donna e Ape sociale.

La riforma delle pensioni non entrerà nella manovra di bilancio per il 2020. Quindi, nessuna introduzione di quota 92 o modifiche di quota 100. In altre parole, per il prossimo anno, non sarà toccato nulla riguardo l’attuale normativa previdenziale sul pensionamento anticipato o sulle regole della legge Fornero.

A confermarlo sono stati i sindacati dopo un recente incontro con i vertici di governo. L’esecutivo ha detto che “non ci sono soldi per mettere mano alla riforma delle pensioni” e gli 8 miliardi di euro risparmi derivanti da quota 100 non saranno destinati ad altre esigenze di finanza pubblica. Del resto, per rivedere il sistema pensionasti sulla scorta di quanto in discussione in Parlamento circa la possibile introduzione di quota 92 e per il contestuale superamento dello scalone di quota 100 a partire dal 2022, occorre più tempo e denaro.

Confermata quota 100, opzione donna e Ape sociale

Restano, quindi, confermate anche per il 2020 le risorse per Ape sociale e opzione donna,  oltre che per quota 100, misure che consentono ai lavoratori di andare in pensione anticipata rispetto all’età pensionabile.

Tuttavia la preoccupazione è grande, soprattutto per coloro che inizieranno a maturare i requisiti necessari per quota 100 appena dopo la sua scadenza nel 2021. Costoro si ritroverebbero a dover fare i conti con uno scalone di cinque o sei anni per poter beneficiare del diritto alla pensione, il che appare alquanto ingiusto. Per questo motivo il senatore Tommaso Nannicini (PD) sta portando avanti un progetto di riforma sotto la voce “misure urgenti per la flessibilità e l’equità intergenerazionale del sistema previdenziale”. Progetto che non sarà realizzato con questa manovra di bilancio, ma molto probabilmente l’anno prossimo.

Riforma pensioni dopo la manovra di bilancio

Dopo la legge di bilancio “ora vogliamo avviare una serie di cantieri, realizzare un’ambiziosa riforma fiscale, aprire un tavolo sulle pensioni per gestire il “dopo quota 100”, avviare una nuova commissione sulla spending review, e dare un forte impulso per sbloccare gli investimenti che già sono in bilancio”. Ha ribadirlo è stato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, aggiungendo che “si tratta di una serie di filoni strutturali, da portare avanti con il metodo del coinvolgimento dei diversi attori politici e sociali”.

“L’obiettivo -ha proseguito- è di rimettere il Paese sulla strada della crescita, con meno debito, meno evasione e tasse più basse su lavoro e impresa. Ma per partire bisognava prima di tutto riportare l’Italia sulla carreggiata giusta come protagonista in Europa”.

Gestire il dopo quota 100 significa che “bisogna costruire un assetto più equo, flessibile ed equilibrato del sistema previdenziale, e anche in questo caso abbiamo valutato che prendersi il tempo per una riforma complessiva fosse più efficace rispetto a un intervento estemporaneo sulle finestre. Anche perché la scarsa adesione dei potenziali interessati al pensionamento anticipato continua a proiettare una spesa molto minore rispetto al previsto, e quindi ci è sembrato più opportuno seguire questo andamento, utilizzarlo per la definizione dei saldi e avviare nel frattempo un dialogo con le parti sociali. Perché con loro condividiamo il fatto che ci sia necessità e urgenza di affrontare i nodi strutturali”.

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