Pensioni Quota 100: Comuni in crisi, si attinge dalle graduatorie dei concorsi

I prepensionamenti con quota 100 dei dipendenti dei Comuni stanno mettendo in crisi i servizi. Dove si può, si comincia ad attingere dalle graduatorie dei concorsi.

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I prepensionamenti con quota 100 dei dipendenti dei Comuni stanno mettendo in crisi i servizi. Dove si può, si comincia ad attingere dalle graduatorie dei concorsi.

I Comuni italiani rischiano di restare senza personale. L’allarme è stato lanciato dall’Anci la scorsa estate, quando con l’esodo di massa previsto dalla riforma pensionistica “quota 100” se ne sono andati via molti dipendenti. Come noto, la misura di pensione anticipata prevede l’uscita con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi, requisiti che molti dipendenti statali hanno raggiunto, data anche l’elevata età media lavorativa del personal della PA.

Ad agosto sono fuoriusciti circa 9.000 statali e tanti altri se ne andranno dal lavoro l’anno prossimo e ancora nel 2022 (quota 100 scade il 31 dicembre 2022). Personale che non è ancora stato rimpiazzato, anche per via della lunga e farraginosa via dell’espletamento dei concorsi pubblici. Così, a farne le spese sono soprattutto i piccoli Comuni, quelli per i quali anche solo un dipendente in meno rischia di compromettere il funzionamento dei servizi essenziali.

Comuni senza personale, servizi a rischio

Alcune amministrazioni locali si sono arrangiate con la mobilità, anche per sopperire ai picchi negativi di organico nei periodi di ferie, altri con selezioni a tempo determinato per le qualifiche più basse. Molti, altri, però stanno attingendo dalle graduatorie dei precedenti concorsi pubblici, mediante scorrimento delle stesse, al fine di reperire in fretta nuove figure professionali da inquadrare negli uffici. La drammaticità della situazione, però, è evidenziata anche dal fatto che ai pre pensionati di quota 100 si vanno a sommare anche gli aventi diritto alla pensione ordinaria o di vecchiaia che incide non poco vista l’elevata età media dei dipendenti pubblici in Italia.

I numero di quota 100

Più nel dettaglio, ad agosto, ci sono stati circa 9.000 neo pensionati con quota 100 provenienti dalle Amministrazioni Pubbliche. Oltre 5.000 di questi provengono dagli Enti Locali, Comuni, Province e Regioni, 2.000 da comparto Sanità, oltre 1.000 dalle Amministrazioni Centrali, i cosiddetti ministeriali e 645 dall’Inps stessa. Numeri ai quali bisogna sommare i pensionati della scuola che sono usciti il 1 settembre e raggiungono la cifra di ben 16.000 unità. Anche per questo comparto le difficoltà non sono mancate con molte cattedre rimaste scoperte a settembre.

Quota 100 è più un danno che un beneficio

Quota 100 però rischia di fare più danni ai Comuni che al resto della pubblica amministrazione. Secondo Antonio Decaro, presidente dell’Ancie sindaco di Bari, quota 100 rischia di paralizzare i servizi nei Comuni e si schiera dalla parte degli amministratori, non per una scelta di parte, ma perché sono i sindaci che ogni giorno sul territorio si confrontano con le richieste dei cittadini. Secondo il governo il provvedimento è un’ opportunità, per noi, invece, è più dannoso che utile. Se per assumere giovani i Comuni rischiano di bloccare i servizi è il segnale che qualcosa non sta funzionando. “Al momento – prosegue Decaro – stiamo chiedendo lo sblocco delle graduatorie esistenti e vista l’ emergenza anche la possibilità di assumere personale con una spesa pari al trenta per cento rispetto al budget corrente. Se su questo non si trova la soluzione i Comuni rischiano di non essere in grado di erogare ai cittadini molti servizi”.

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