Pensioni Quota 100: 7 posti su 10 resteranno scoperti

Allarme posti vacanti quota 100: solo tre dipendenti in uscita su dieci saranno sostituiti. Ecco i settori più a rischio di carenza di personale da settembre.

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Allarme posti vacanti quota 100: solo tre dipendenti in uscita su dieci saranno sostituiti. Ecco i settori più a rischio di carenza di personale da settembre.

Il turnover tra vecchi e nuovi lavoratori rischia di lasciare 7 posti su 10 scoperti dopo le pensioni quota 100. Cifre ben lontane da quelle annunciate dal ministro del Lavoro Di Maio che all’inizio auspicava la staffetta generazionale. Gli faceva eco un entusiasta Matteo Salvini che aveva annunciato un rapporto di un posto e mezzo nuovo ogni pensionamento.

Annunci ottimistici che non trovano riscontro nell’analisi dell’Osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro che ha, invece, stimato che il tasso di sostituzione tra chi entra e chi esce dopo Quota 100 non arriverà a superare il 30%.

Un vero e proprio ricambio generazionale si avrà solamente in ambiti altamente specializzati come ad esempio i meccanici artigianali di auto o gli elettricisti esperti in costruzioni civili.

In ambito privato la tendenza preoccupante potrebbe essere quella di non sostituire il personale uscente. In altre parole la quota 100 finirebbe per ridursi ad un incentivo, finanziato dallo Stato, per ridimensionare l’organico delle aziende. Mette in allerta l’economista Alberto Brambilla “secondo me le imprese ne prenderanno al massimo 2 ogni 10 prepensionamenti, ma saranno professionisti altamente tecnologici” aggiungendo che “una piena sostituzione tra chi esce ed entra si può avere in teoria soltanto nel settore pubblico. Non certamente nel privato, dove la stagnazione, il crollo degli ordinativi da parte dei nostri principali Paesi compratori e i magazzini pieni non incentivano l’assunzione di nuovo personale“.

Quota 100 Scuola e Sanità: buchi e allarme

Ma anche nel pubblico non mancano preoccupazioni, soprattutto per settori cruciali e delicati come scuola e sanità. Qui la questione riguarda anche le finestre temporali. Come ha osservato la segretaria generale della Fp Cgil Serena Sorrentino “la decorrenza di queste pratiche è al 2020. Rischiamo di avere molti buchi negli uffici pubblici, anche perché i concorsi sono bloccati fino al 30 novembre, quindi se va bene se ne riparla tra un anno, e il ministro Bongiorno non vuole pescare dalle graduatorie delle vecchie selezioni”.

Per la quota 100 insegnanti Francesco Sinopoli, segretario della Fp Cisl ha posto l’accento sul rischio di alimentare ulteriormente il precariato con la chiamata dei supplenti per sostituire i docenti in pensione.

Problematico anche il fronte sanità: spiega Tonino Aceti, portavoce del Fnopi che nei prossimi tre anni dovrebbero uscire tra i  4.500 e i 22.000.

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