Pensioni, per i commercianti 130 euro in più di contributi da pagare nel 2022

Aumentano del 2,38% i contributi Inps dei commercianti da versare nel 2022. Pesa il contributo solidale per la rottamazione delle licenze.

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Aumentano del 2,38% i contributi Inps dei commercianti da versare nel 2022. Pesa il contributo solidale per la rottamazione delle licenze.

Aumenta la spesa previdenziale Inps per i commercianti. Da quest’anno il conto contributi sale del 2,38% rispetto al 2021 e corrisponde a più di 130 euro da versare ai fini pensionistici. A conti fatti si tratta di quasi 4.000 euro all’anno, come minimo.

A determinare gli aumenti sono essenzialmente due fattori. Il primo, legato alla variazione dei prezzi al consumo che ha fatto salire l’inflazione del 1,9% nel 2021. Il secondo, legato da quest’anno al contributo addizionale dello 0,48% per la rottamazione delle licenze.

I contributi pensione 2022 per i commercianti

Con la circolare numero 22 del 8 febbraio 2022, l’Inps ha quindi precisato qual è l’ammontare mensile della contribuzione IVS per i commercianti da versare nella relativa gestione. L’importo per il 2022 è pari a una percentuale predeterminata in base alla retribuzione:

  • 24,48% (di cui 0,48% serve per finanziare l’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale);
  • 23,28% per i lavoratori gli under 21.

Dette percentuali sono aumentate del 1% per la parte eccedente i 48.279 euro di reddito annuo. A conti fatti, salta fuori che bisogna versare al Inps almeno 3,983,73 euro (3.788,81 per gli under 21). Anche quest’anno continua a trovare applicazione – previa domanda dell’interessato – la riduzione del 50% dei contributi nei confronti degli autonomi con più di 65 anni di età, già titolari di pensione.

Imponibile e minimale contributivo

La base imponibile per calcolare i contributi da versare è costituita dal redditi d’impresa. Si tratta di tutti i redditi dichiarati ai fini Irpef e riferiti all’anno 2021, nel rispetto del minimale contributivo stabilito dalla legge 233/1990.

In via provvisoria, ai fini del pagamento della contribuzione da versare, occorre quindi fare riferimento al reddito d’impresa che si intende denunciare nel 2022. Tali versamenti costituiscono quindi un acconto, il cui saldo (sulla base del reddito definitivo 2021) dovrà essere effettuato nella primavera del 2023.

Come recita la circolare Inps, quest’anno, a seguito di un tasso di inflazione positivo, il minimale di reddito ai fini del calcolo della contribuzione dovuta dagli iscritti alla gestione commercianti è di 16.243 euro.

Pertanto, il contributo minimo, comprensivo della quota del contributo di maternità (7,44 euro), è pari a 3.983,73 euro per i titolari commercianti e per i collaboratori di età superiore ai 21 anni (ridotto a 3.788,81 euro per i collaboratori di con meno di 21 anni).

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