Pensioni Opzione Donna: penalizzazione assegno contributivo

Pensioni Opzione Donna: sono in arrivo penalizzazioni sull’importo dell’assegno contributivo? Scopriamolo in questa guida.

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Pensioni Opzione Donna: sono in arrivo penalizzazioni sull’importo dell’assegno contributivo? Scopriamolo in questa guida.

Pensioni Opzione Donna: sono in arrivo penalizzazioni sull’importo dell’assegno contributivo? Inizialmente le lavoratrici donne potevano andare in pensione prima del tempo in cambio di una piccola riduzione dell’assegno contributivo, ma ad oggi si è arrivati ad un punto che ciò non sia più possibile a causa del dissesto dei conti con il bilancio statale.

Pensioni Opzione Donna: requisiti necessari

Fino al 2015 le donne che hanno maturato almeno 35 anni di anzianità contributiva e il requisito anagrafico di 57 anni se lavoratrici dipendenti e 58 anni se lavoratrici autonome, possono accedere al pensionamento a condizione che optino per l’erogazione dell’assegno previdenziale calcolato con il sistema contributivo.

Tali regole riguardanti il computo con il sistema contributivo ha cagionato la riduzione dell’importo dell’assegno previdenziale di oltre il 30%.

Molte donne dopo 35 anni di lavoro si sono trovate a percepire un assegno mensile di importo inferiore agli 800 euro mensili.

Si è tratta di una mera scelta che ha indotto molte donne ad uscire dal mercato occupazionale con cinque anni di anticipo, specie nel caso di caregiver.

Anche chi aveva maturato ben 37/38 anni di anzianità contributiva alla fine ha dovuto subire una consistente riduzione dell’assegno previdenziale.

I Governi ad oggi hanno prorogato l’Opzione Donna di anno in anno, facendo credere che sia stato vantaggioso per le lavoratrici uscite dal mercato occupazionale.

Prima di scegliere l’Opzione Donna è sempre bene valutare adeguatamente la propria posizione previdenziale.

Pensione Opzione Donna: quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

Come abbiamo già anticipato questa misura previdenziale consente alle donne di uscire dal mercato occupazionale con soli trentacinque anni di contributi maturati a fronte dei 41 anni e dieci mesi necessari per andare in pensione ordinariamente.

Tra gli svantaggi derivanti dalla scelta dell’Opzione Donna c’è il calcolo attraverso il sistema contributivo: ciò comporta il rischio di vedersi erogato un assegno previdenziale con un importo “tagliato” del 35%.

Opzione Donna: come richiedere la pensione?

Come richiedere la pensione Opzione Donna? È necessario presentare la domanda online collegandosi al sito dell’INPS attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, si può presentare la domanda tramite:

  • Enti di patronato e intermediari abilitati,
  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.
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