Pensioni, le donne nelle proposte dei sindacati?

Pensioni donne: i Sindacati accelerano sulla riforma previdenziale chiedendo al Ministro del Lavoro un tavolo di confronto al più presto.

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Pensioni donne: i Sindacati accelerano sulla riforma previdenziale chiedendo al Ministro del Lavoro un tavolo di confronto al più presto.

I sindacati accelerano sulla riforma previdenziale chiedendo al Ministro del Lavoro Andrea Orlando un tavolo di confronto al più presto.

Sono diverse le proposte dei sindacati al Governo Draghi da mettere in pratica a partire dal 1° gennaio 2022 per le pensioni.

Tra le proposte avanzate dai sindacati particolare attenzione viene data alle pensioni delle lavoratrici donne.

Pensioni: le donne nelle proposte dei sindacati

Nodo centrale per i sindacati riguarda la pensione delle donne, che si prendono cura dei figli e dei familiari.

I sindacati chiedono di poter anticipare la pensione per le lavoratrici donne allargando le maglie del meccanismo previsto dalla Legge Dini.

I sindacati vorrebbero estendere questo periodo portandolo ad un anno per figlio coinvolgendo anche le donne lavoratrici che hanno iniziato a versare prima del 1° gennaio 1996.

Pensioni: Opzione Donna

Il Legislatore ha rinnovato anche per il 2021 la possibilità per le donne di andare in pensione prima, a patto di optare per un assegno interamente calcolato con il metodo contributivo.

L’articolo 1, comma 9 della Legge 243/04 consente di anticipare l’uscita di diversi anni rispetto alle regole ordinarie che chiedono il raggiungimento di un’età anagrafica pari a 67 anni unitamente a 20 anni di contributi (pensione di vecchiaia) o il perfezionamento di almeno 41 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica (pensione anticipata).

Pensioni: requisiti anagrafici e contributivi

Come anticipato la Legge di Bilancio 2021 consente l’esercizio dell’opzione alle lavoratrici dipendenti in possesso di 58 anni (59 anni le autonome) e 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2020.

La facoltà è a disposizione per le lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1962 e delle lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1961.

Regime sperimentale donna: limiti per la fruizione

Per la valutazione della contribuzione utile per il perfezionamento dei 35 anni sono utili i contributi a qualsiasi titolo accreditati (obbligatori, da riscatto e/o da ricongiunzione, volontari, figurativi).

Per le lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria (cioè le lavoratrici dipendenti del settore privato) non concorrono i contributi accreditati per malattia e disoccupazione.

Sono escluse dalla possibilità di fruire del regime sperimentale le donne lavoratrici che abbiano perfezionato il diritto al trattamento pensionistico in base ai requisiti previsti per la generalità dei lavoratori vigenti al 31 dicembre 2011.

La disciplina sperimentale prevede che l’applicazione del sistema contributivo sia limitata alle sole regole di computo.

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