Pensioni italiani: in 12 anni la percezione degli italiani cambia

Gli italiani nel 2000 erano molto più ottimisti guardando alla pensione, nel 2012 la tendenza era quella di sottostimare età pensionabile e importo dell'assegno. Con il simulatore Inps si potranno fare stime più vicine alla realtà.

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Gli italiani nel 2000 erano molto più ottimisti guardando alla pensione, nel 2012 la tendenza era quella di sottostimare età pensionabile e importo dell'assegno. Con il simulatore Inps si potranno fare stime più vicine alla realtà.

Con l’avvicinarsi del giorno del debutto del simulatore Inps per calcolare l’importo della pensione e la data presunta di pensionamento, che avverrà domani 1 maggio, sempre più l’incertezza degli italiani riguardo la pensione si fa palese.   A quanto ammonterà l’assegno previdenziale che percepiremo nel momento di lasciare il lavoro? Qual è l’età in cui potremo andare in pensione? Il simulatore dell’Inps nella sezione “La mia pensione” all’interno del sito istituzionale dell’Istituto cercherà di rispondere in parte a questi dubbi e queste incertezze mentre uno studio presentato da Carlo Mazzaferro, Massimo Baldini e Paolo Onofri all’Università di Modena fanno emergere quelle che sono veramente le percezioni della pensione e del suo valore da parte degli italiani.

  Lo studio è stato condotto su un campione di 8mila famiglie e 22mila individui (il campione utilizzato dalla Banca d’Italia nella survey biennale sui redditi delle famiglie) cui sono stati posti due quesiti: la percezione della pensione futura e l’età di ritiro negli ultimi 12 anni. Secondo il campione il taso di sostituzione tra pensione e stipendio scende da un ottimistico 72,5% a un più realistico e modesto 62,3%.   Per quanto riguarda, invece, l’età del ritiro dal mondo del lavoro si passa dai 61,6 anni e 65,1 anni. Si tratta di 3 anni e mezzo in più che è maturato nel lasso di tempo compreso tra il 2010 e il 2012, periodo certamente non felice per le pensioni in Italia con l’introduzione della riforma Fornero e con l’introduzione e la cancellazione di diverse finestre mobili. In questo steso periodo di tempo, tra l’altro, è entrato in vigore il legame tra età pensionabile e aspettativa di vita mentre la riforma innalzava, al tempo stesso, l’età pensionabile.   Sicuramente tra percezione del campione e realtà ci sono degli scarti fotografati dallo studio che cambiano con il passare degli anni. Se nel 2000 il tasso di sostituzione percepito era del 72,5 contro il reale 62,8%, nel 2012 la percezione si avvicina molto di più alla realtà: il tasso atteso è del 62,3% contro il tasso effettivo del 62,7%.
L’eccessivo ottimismo del 2000 è stato sostituito da una leggera sottovalutazione nel 2012 che sicuramente, però, si avvicina di più alla realtà dei fatti.

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