Pensioni italiane all’estero, nuove misure, taglio quattordicesima e integrazione al minimo

Pensioni italiane all'Estero, nuova proposta nella legge di Bilancio 2018, abolizione della quattordicesima e dell' integrazione al minimo.

Condividi su
Seguici su
di Angelica, publicato il
Pensioni italiane all'Estero, nuova proposta nella legge di Bilancio 2018, abolizione della quattordicesima e dell' integrazione al minimo.

Al Governo si discute sulle pensioni italiane all’estero. La proposta, dopo approfondimenti vari, potrebbe approdare nella legge di Bilancio 2018, vediamo insieme le ipotesi attualmente allo studio.

Pensioni italiane all’estero: sistema pensionistico

Il sistema pensionistico italiano in riferimento alle pensioni all’estero, si divide in due fenomeni rilevanti: immigrazione e fuga di pensionati.

Più volte, il Presidente dell’INPS Tito Boeri è intervenuto sull’argomento, suggerendo l’adozione di alcune misure correttive.

Il Comitato per gli italiani all’estero del Senato ha annunciato l’inizio dello studio di misure “per ridurre la parte assistenziale del trattamento pensionistico riconosciuto ai nostri connazionali residenti in altri Paesi”.

Pensioni pagate all’estero

Secondo le statistiche del 2016, l’INPS ha corrisposto oltre 373mila trattamenti pensionistici all’estero, per un valore poco superiore a 1 miliardo di euro. Nel 2017 sono state erogate all’estero un totale di 35,6 milioni per la quattordicesima, incrementando fortemente di circa 20 milioni i pagamenti non contributivi erogati all’estero dall’INPS. L’aumento è stato rispetto all’anno precedente del 131 per cento.

Molti pensionati si trasferiscono all’estero ed ottengono l’esenzione dalla tassazione diretta e non consumano in Italia, provocando effetti sulla tassazione indiretta.

Si denota che le pensioni italiane all’estero vanno a ridurre gli oneri di spesa degli altri Paesi. In particolare, è come se l’Italia  operasse un trasferimento verso altri Paesi senza avere un ritorno in consumi.

Il presidente dell’INPS, Tito Boeri, ha ribadito più volte che è un’anomalia esportare prestazioni assistenziali come la quattordicesima e l’integrazione al minimo.

Inoltre, chiarisce che l’INPS non ha preclusioni ideologiche nei confronti ai pensionati che si trasferiscono all’Estero, se si rimane nell’ambito di prestazioni di tipo contributivo. Sarebbe buono rendere anche l’Italia un paese appetibile ai pensionati, per aumentare la domanda interna e le entrate fiscali.

Pensioni italiane pagate all’Estero: la proposta

La proposta, dovrebbe approdare nella Legge di Bilancio 2018, anche se si prevede che non sarà una cosa facile. L’idea è quella di limitare le prestazioni assistenziali come la quattordicesima e l’integrazione al minimo, ai cittadini residenti in Paesi dove sono già previste forme analoghe di tutela e che consentono così agli Stati stranieri di non erogare il sostegno, questo porterebbe un notevole risparmio.

Nell’ipotesi, invece, di Paesi che non hanno analoghe tutele, la situazione non cambierebbe. L’Italia continuerebbe a pagare quattordicesime, integrazioni al minimo e altre maggiorazioni.

Dalla proposta sono escluse effetti sulle pensioni che trovano corrispondenza nei contributi versati.

Pensionati residenti all’estero e Certificazione Unica 2017, chiarimenti dall’INPS

Condividi su
Seguici su
Argomenti:

I commenti sono chiusi.