Pensioni invalidità, aumenti anche a dicembre

In arrivo gli aumenti sulle pensioni di invalidità. Non tutti potrebbero riceverli a novembre. L’Inps spiega le possibili cause di ritardo.

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In arrivo gli aumenti sulle pensioni di invalidità. Non tutti potrebbero riceverli a novembre. L’Inps spiega le possibili cause di ritardo.

Stanno per arrivare gli aumenti delle pensioni invalidità. Con la rata di novembre 2020 l’Inps ha provveduto a mettere in pagamento la maggiorazione sociale a favore dei soggetti titolari di pensione per invalido civile totale 100%. Ma anche per i titolari di pensione per i sordi, ciechi civili assoluti e inabili ex lege 222/1984.

Un incremento fino a 651,51 euro per 13 mensilità. Beneficio riconosciuto finora solo ai soggetti con più di 60 anni di età che. Ma che con la sentenza della Corte Costituzionale e il decreto legge del 14 agosto 2020, è stato esteso a partire dai 18 anni di età.

Gli importi della pensione invalidità maggiorata comprensivi di arretrati sono già visibili sul sito Inps. Accedendo all’area personale mediante Spid o Pin, è infatti possibile controllare il cedolino in pagamento verificando se sono stati riconosciuti anche gli arretrati.

Pensioni invalidità, aumenti a novembre o dicembre

Non tutti gli aumenti, però, saranno corrisposti a novembre. Qualcuno potrebbe percepirli anche a dicembre. Lo precisa l’Inps con il messaggio numero 3960 del 28 ottobre 2020.

L’aumento per gli aventi diritto sarà corrisposto con le mensilità di novembre e dicembre 2020, con le quali saranno messe in pagamento anche le competenze arretrate dovute dal 20 luglio 2020. L’importo spettante, per il 2020, è di 651,51 euro per 13 mensilità, nel rispetto dei limiti di reddito previsti dalla norma (8.469,63 euro per i beneficiari non coniugati e 14.447,42 euro, cumulati con il coniuge, per quelli coniugati).

I controlli dell’Inps sulle pensioni invalidità

Come mai questo ritardo? Secondo fonti Inps, l’incremento per le pensioni invalidità interessa una platea piuttosto ampia di beneficiari ed è stato necessario passare al setaccio tutte le posizioni prima di dare l’ok agli incrementi. Questo perché l’adeguamento per gli invalidi civili è riconosciuto in automatico nel rispetto dei requisiti di reddito.

Tutti da verificare per coloro che hanno un’età anagrafica inferiore ai 60 anni e che rientrano nei benefici della nuova legge. C’è poi da ricordare che l’incremento economico per i titolari di pensioni di inabilità scatta solo su domanda. E molti soggetti ancora non l’hanno presentata.

Pensioni di inabilità e incremento al milione

L’Inps spiega, infatti, che incremento delle pensioni agli inabili non è riconosciuto d’ufficio. La persona inabile, beneficiaria di assegno pensionistico, deve quindi presentare apposita richiesta direttamente all’Istituto entro il 30 ottobre 2020. La domanda sarà valida anche per il riconoscimento degli arretrati a partire dal 1 agosto 2020. Attenzione, però, perché se la domanda viene presentata dopo tale data, gli arretrati non saranno riconosciuti.

L’incremento al milione decorrerà dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda. L’aumento dell’assegno potrà operare, tra l’altro, a condizione che la prestazione risulti inferiore a 651,5 euro al mese (condizione talvolta difficile da soddisfare posto che le prestazioni di inabilità in questione beneficiano di un aumento convenzionale dell’anzianità).

Domanda di ricostituzione

Un altro fattore che potrebbe bloccare e quindi ritardare gli incrementi a novembre riguarda i redditi degli invalidi. Come dice l’Inps nel messaggio

se i redditi personali dei soggetti indicati nel paragrafo precedente hanno subito una variazione nel corso del 2020, che incide sul diritto alla maggiorazione, ovvero non sono stati comunicati all’Inps attraverso le previste modalità, non sarà possibile procedere d’ufficio al riconoscimento della maggiorazione.

Cosa fare allora? Se l’interessato non ha provveduto per tempo, da solo o tramite patronato, dovrà presentare una domanda amministrativa di ricostituzione reddituale, utilizzando l’apposito servizio online sul sito Inps. Una volta effettuata la ricostituzione reddituale l’Istituto procederà alla verifica del diritto alla maggiorazione e, in presenza dei prescritti requisiti, al riconoscimento del beneficio. Anche per questo potrebbero quindi esserci dei ritardi.

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