Pensioni integrative, il virus frena le adesioni ed erode i guadagni

Aumentano gli iscritti ai fondi pensione, ma i rendimenti e la raccolta dei fondi integrativi sono in calo.

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Aumentano gli iscritti ai fondi pensione, ma i rendimenti e la raccolta dei fondi integrativi sono in calo.

Pensioni integrative sotto pressione. Il virus ha messo in crisi anche i fondi negoziali che gestiscono la raccolta per le pensioni complementari e che in Italia valgono più di 40 miliardi di euro.

A tracciare il bilancio della situazione è la Covip, l’autorità indipendente che ha il compito di vigilare sul buon funzionamento del sistema dei fondi pensione in Italia e che lancia un segnale d’allarme sul sistema pensionistico integrativo.

Fondi pensione, raccolta in calo

Nel primo trimestre, i rendimenti medi sono stati in generale negativi e di entità maggiore al crescere della quota di portafoglio investita in titoli azionari. Al netto dei costi di gestione e della fiscalità, i fondi negoziali hanno perso il 5,2%; il 7,5 e il 12,1, rispettivamente, i fondi aperti e i Pip di ramo III, caratterizzati in media da una maggiore esposizione azionaria. E’ quanto si legge nella relazione annuale della Covip nella quale si precisa che per le gestioni separate di ramo I, che contabilizzano le attività a costo storico e non a valori di mercato e i cui rendimenti dipendono in larga parte dalle cedole incassate sui titoli detenuti, il risultato è stato positivo (0,4%). Ma quel che più preoccupa è la raccolta. “Nell’attuale contesto di maggiore difficoltà economica e sociale, il rischio è che la crisi non solo riduca la propensione all’adesione a fronte di altre urgenti esigenze sopravvenute, ma determini addirittura la fuoriuscita dal sistema dei lavoratori, magari perché divenuti disoccupati, o ne ridimensioni la partecipazione, ad esempio per la necessità di fronteggiare un calo di reddito“.

Calo contributi e aumento richieste prestazioni

Nei prossimi mesi “è ragionevole attendersi, anche in relazione all’entità della caduta dell’attività economica, una flessione dei contributi e un incremento delle richieste di prestazioni“. E’ quanto si legge nella relazione annuale della Covip nella quale si precisa che “le dimensioni effettive di questi fenomeni restano sotto osservazione da parte dell’Autorità di vigilanza, per poterne valutare l’impatto sui singoli fondi e sul sistema nel suo complesso e adottare le più adeguate misure per contenerne gli effetti o favorirne il recupero“. Dal punto di vista quantitativo, precisa l’Authority, “i dati disponibili, relativi ai primi mesi dell’anno, non sono ancora esaustivi dell’impatto che la crisi indotta dall’emergenza epidemiologica può determinare, ad esempio, sulla continuità dei versamenti contributivi ovvero su un maggior ricorso alle prestazioni del fondo“.

In aumento gli iscritti ai fondi complementari

A fronte di questi dati non proprio incoraggianti, va detto che il numero degli iscritti è in aumento. Alla fine del 2019, il totale degli iscritti alla previdenza complementare è di circa 8,3 milioni, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente, per un tasso di copertura del 31,4% sul totale delle forze di lavoro. Le posizioni in essere sono 9,1 milioni (inclusive di posizioni doppie o multiple, che fanno capo allo stesso iscritto). Gli iscritti ai Pip “nuovi” si attestano a 3,3 milioni, 3,1 milioni quelli ai fondi negoziali, oltre 1,5 milioni quelli ai fondi aperti e circa 600.000 quelli ai fondi preesistenti. Gli uomini sono il 61,9% degli iscritti alla previdenza complementare (il 73,4% nei fondi negoziali), nel solco di quel gender gap che si è già manifestato negli anni scorsi. Si conferma anche un gap generazionale: la distribuzione per età vede la prevalenza delle classi intermedie e più prossime all’età di pensionamento: il 52,9% degli iscritti ha età compresa tra 35 e 54 anni, il 29,5% ha almeno 55 anni. Quanto all’area geografica, la maggior parte degli iscritti risiede nelle regioni del Nord (57%).

Covip, da fondi pensione invito a non fare scelte emozionali

In considerazione dell’andamento negativo dei mercati finanziari, la gran parte dei fondi pensione negoziali ha divulgato ai propri iscritti l’invito a non compiere scelte sull’onda emozionale, che potrebbero comportare il consolidamento di perdite.

Molti fondi hanno consentito agli aderenti di annullare le richieste di switch, anticipazione, trasferimento o riscatto in precedenza presentate. Forme pensionistiche complementari hanno dimostrato capacità di reazione sia per quanto attiene alla continuità operativa, sia in ordine alle modalità di interazione con gli iscritti, in alcuni casi anche intensificata e agevolata dalla valorizzazione di modalità di interlocuzione online. In questo quadro, spiega la Covip, un ruolo importante hanno avuto anche i siti web, attraverso i quali sono state veicolate informazioni e indicazioni comportamentali da numerosi fondi pensione, specie quelli rivolti a platee più estese e diffuse sul territorio, quali primariamente i fondi di categoria.

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