Pensioni: fuga verso quota 100, ultima chance

Ultimo anno per lasciare il lavoro con quota 100 per chi ha i requisiti. Chi ne non ne approfitterà, resterà tagliato fuori.

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Ultimo anno per approfittare di quota 100. La legge sul pensionamento anticipato di durata triennale scade infatti il 31 dicembre 2021 e dal prossimo anno non si sa ancora cosa accadrà

La riforma delle pensioni non è ancora stata presa in considerazione, ma da ogni parte trapelano indiscrezioni sul fatto che quota 100 non sarà rinnovata. Il governo Draghi non ha intenzione di mettersi contro i poteri forti di Bruxelles (leggasi Angela Merkel) e quindi questa forma di pensionamento anticipato andrà in soffitta.

Quota 100 prevede infatti la possibilità di lasciare il lavoro in anticipo rispetto ai requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia. Bastano 62 anni di età e 38 di contributi per andare in pensione liberando posti ai giovani.

Quota 100, la grande fuga

Finora tutto bello, ma costoso. E anche penalizzante perché i lavoratori devono accettare un assegno più basso rispetto a quanto prenderebbero con la pensione di vecchiaia. Dnfatti, finora quota 100 non ha attirato tutti gli aventi diritto, tant’è che vi sono stati considerevoli risparmi di spesa rispetto alle previsioni.

Le cose, però, quest’anno potrebbero cambiare. Trattandosi dell’ultimo anno di vita di quota 100, chi finora ha preferito attendere, adesso è probabile che presenti domanda all’Inps. Per due ragioni: la prima è che non si sa cosa accadrà dal 2022 in poi, ma è certo che quota 100 finirà il 31 dicembre 2021. La seconda è che coloro che avevano maturato i requisiti per quota 100 nel 2019 e 2020, hanno preferito ritardare l’uscita per ottenere maggiori contributi versati e quindi un assegno di pensione migliore.

Ultima chance

Quest’anno ci sarà quindi una grande fuga verso quota 100, contrariamente a quanto si è detto riguardo alla discreta accoglienza finora ricevuta. I lavoratori che ne hanno diritto sanno che non ci sarà un’altra occasione e ne approfitteranno.

Al posto di quota 100, dal prossimo anno, ci sarà sicuramente qualcosa che eviterà lo scalone con i requisiti previsti per la pensione di vecchiaia. Non c’è però da aspettarsi nulla di tanto vantaggioso per uscire prima dal lavoro.

I conti dell’Inps sono destinati a peggiorare e una manovra restrittiva in tal senso è ormai nei piani del governo dal tempo. Solo i lavori usuranti saranno tutelati, così come le donne e chi è in particolare svantaggio sociale.

Pensioni anticipate e penalizzazione

Posto quindi che quota 100 uscirà di scena con la riforma pensioni, resta da capire come evitare lo scalone con le pensioni di vecchiaia. Il governo Draghi intende mantenere il sistema di pensionamento anticipato, ma introducendo un fattore penalizzazione per chi decide di lasciare il lavoro prima. Esattamente come avviene in Germania.

E’ una questione di messa in sicurezza dei conti pubblici di fronte all’invecchiamento progressivo della popolazione e al tendenziale aumento della spesa previdenziale. Per questo si guarda al modello tedesco?

La riforma pensioni in Italia sarà probabilmente improntata su tale modello che è penalizzante. In pratica si potrà lasciare il lavoro qualche anno prima, ma solo se si è disposti a subire una decurtazione della pensione.

In altre parole, visto che sui conti pubblici pesa maledettamente il calcolo della pensione col sistema retributivo, si vorrebbe introdurre l’opzione del prepensionamento solo con sistema interamente contributivo. Il modello, più che quello tedesco, è quello di “opzione donna” dove si chiede alla lavoratrice che decide di andare in pensione in anticipo di rinunciare al calcolo della pensione col sistema misto.

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