Pensioni, esodati: via libera alla nona salvaguardia

Salvaguardia esodati. Approvato alla Camera il provvedimento per la pensione di 2.400 lavoratori. Domande entro il 2 marzo 2021.

di , pubblicato il
Salvaguardia esodati. Approvato alla Camera il provvedimento per la pensione di 2.400 lavoratori. Domande entro il 2 marzo 2021.

Via libera dalla Commissione Bilancio della Camera alla nona salvaguardia per gli esodati. Dopo quattro anni, lo Stato stanzia nuovamente i fondi per consentire a quei lavoratori rimasti esclusi dalla pensione con l’entrata in vigore della riforma Fornero, di ottenere il tanto agognato pensionamento.

Si tratta di una platea di circa 2.400 lavoratori, rimasti esclusi dai precedenti provvedimenti di salvaguardia, che potranno nel 2021 la pensione di anzianità o vecchiaia. Un provvedimento che consente loro di andare in pensione con i requisiti previsti fino al 2011, prima della riforma Fornero.

Nona salvaguardia per gli esodati

Più nel dettaglio, la modifica alla manovra di bilancio 2021 prevede l’attuazione della nona salvaguardia per tutte le categorie incluse nell’intervento. Quindi la maturazione dei requisiti per la pensione entro il 31 dicembre 2021, assieme al blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita e dell’adeguamento di genere.

Tale misura di salvaguardia mira a tutelare particolari categorie di lavoratori, cosi detti esodati, cioè usciti dal mondo del lavoro tardivamente, in virtù di accordi sottoscritti per il prepensionamento, ma senza il diritto alla pensione. Lavoratori che avrebbero conseguito il diritto alla pensione, se non fosse intervenuto all’ultimo momento il legislatore a cambiare le regole (riforma Fornero).

Perciò, di anno in anno, a partire dal 2012, data di entrata in vigore della riforma Fornero, si sono succeduti ben 8 decreti di salvaguardia, per consentire a queste categorie di lavoratori, rimasti esclusi dal pensionamento e avendo lasciato il lavoro, di andare in pensione in deroga ai requisiti previsti dalla nuova legge.

Esodati, le categorie tutelate dalla salvaguardia

La nona salvaguarda tutelerà le stesse categorie di lavoratori beneficiarie dell’ultima legge, ossia:

  • lavoratori in mobilità;
  • lavoratori autorizzati al versamento dei contributi volontari;
  • lavoratori cessati dal servizio;
  • lavoratori in congedo straordinario per assistere figli disabili;
  • lavoratori a termine.

Domanda di pensione

Le domande di pensionamento con le vecchie regole e in deroga a quelle attuali dovranno essere presentate all’Inps entro il 2 marzo 2021. Cioè entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio.

Si applicano per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia di salvaguardia, da ultimo stabilite con decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali 14 febbraio 2014.

Per cui gli autorizzati ai versamenti volontari dovranno produrre istanza direttamente all’Inps. Tutti gli altri alle direzioni territoriali del lavoro secondo modalità che saranno fissate tramite apposita circolare ministeriale. I trattamenti pensionistici in questione non potranno avere decorrenza anteriore al 1° gennaio 2021.

Altri lavoratori esclusi

La legge di bilancio non assicura comunque la copertura di tutti gli esodati. Secondo i sindacati sarebbero in tutto 6.000 (4.500 secondo l’Inps). Si tratta quindi dell’ennesimo provvedimento che non mette ancora definitivamente la parola “fine” al problema.

Tuttavia, in base a indiscrezioni, la platea di esodati ammessi a salvaguardia potrà essere ampliata nel caso precludesse l’accesso alla pensione per altri soggetti esclusi. L’emendamento approvato allenta infatti i requisiti al pensionamento “per chi aveva visto ingiustamente stravolte le proprie prospettive di vita”.

Argomenti: ,