Pensioni esodati e settima salvaguardia: ultimo treno per le quindicenni?

Pressioni per estendere la riforma pensioni esodati anche alle lavoratrici quindicenni: quali possibilità per la settima salvaguardia?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Pressioni per estendere la riforma pensioni esodati anche alle lavoratrici quindicenni: quali possibilità per la settima salvaguardia?

In attesa del rientro dalle ferie riprende il dibattito sulla riforma delle pensioni. La questione esodati resta tra le priorità ma ad attendere la settima salvaguardia sono anche i cd lavoratori quindicenni, ovvero coloro che, prima del 1992, avevano già alle spalle 15 anni di contributi versati. Dal Comitato Deroghe Legge Amato fanno sapere che questo potrebbe rappresentare l’ultimo treno per questa categoria di lavoratori: “la cosa fastidiosa è che si parla poco del nostro caso”. La misura infatti trova l’appoggio di Lega Nord mentre non smuove il Pd: nei giorni scorsi l’onorevole Maria Luisa Gnecchi aveva lasciato intendere di non essere disponibile ad appoggiare l’estensione della settima salvaguardia, in cantiere per le pensioni esodati, anche ai lavoratori quindicenni. In una lettera indirizzata ai presidenti delle Commissioni Lavoro delle due aule del Parlamento, le lavoratrici quindicenni si sono autodefinite le prime “esodate dalle riforme pensioni”, sottolineando di conseguenza come sarebbe “giusto e auspicabile” che si ponesse fine con la settima salvaguardia alla loro lunga attesa per ottenere la pensione minima di vecchiaia. A ben vedere, se non incluse nella riforma pensioni esodati, le lavoratrici quindicenni sarebbero la categoria maggiormente penalizzata in quanto sarebbero costrette ad aspettare tredici anni per l’accesso alla pensione pur avendone di fatto i requisiti. A fronte di queste considerazioni il Comitato non esclude azioni legali per la definizione della questione.

Riforma pensioni esodati: la categoria più penalizzata sono le quindicenni?

Tra le lavoratrici che rientrano nella categoria delle quindicenni poi, la più penalizzata in assoluto sarebbe quella composta dalle donne nate nel 1952. Queste ultime hanno subito uno slittamento in avanti dell’età pensionabile fino ad oltre 66 anni e 7 mesi in seguito alla Legge Fornero. Le sei salvaguardie precedenti sono riuscite a tutelare solo una minima percentuale di queste lavoratrici. Il ddl della Lega permetterebbe alle lavoratrici quindicenni l’accesso alla pensione con circa 5 anni di anticipo rispetto alla soglia attualmente prevista superando il rigidismo della riforma Fornero.      

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Argomenti: Salvaguardia esodati