Pensioni e ingiustizie: non sempre la dignità delle persone è rispettata

Molte sono le ingiustizie provocate dal sistema previdenziale italiano e in questo articolo diamo voce alla vicenda di un lavoratore cui è stata negata l'Ape sociale.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Molte sono le ingiustizie provocate dal sistema previdenziale italiano e in questo articolo diamo voce alla vicenda di un lavoratore cui è stata negata l'Ape sociale.

Buongiorno,

ho letto in questo momento la vostra rivista, sono arrabbiatissima in quando mio marito nato il 23/10/1955 ha perso il lavoro in gennaio 2012 e ha effettuato alcuni lavori a tempo determinato fino al compimento dei 60 anni, in gennaio 2018 ha presentato domanda per l’APE come disoccupato avendo 30 anni di contributi, i 63 anni anagrafica ad ottobre 2018, sembrava fatta. Invece la sua richiesta è stata respinta per il seguente motivo: aver fruito integralmente di una prestazione di disoccupazione a seguito di scadenza del termine del rapporto di lavoro a T. D., a condizione che abbia avuto nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, periodi di lavoro per almeno 18 mesi. I sindacati hanno fatto ricorso che a sua volta è stato rigettato. (In breve mi hanno riferito che dai 60 ai 63 anni mio marito avrebbe dovuto versare almeno 18 mesi di contributi). Come non dare dignità alle persone, la studiano tutta i nostri politici, mi sono permessa di disturbare, se potete voi darmi un aiuto, se può fare qualche richiesta diversa. Per lui andrebbe bene anche se qualcuno gli proporrebbe un lavoro part-time, ma lo STATO E’ IN GRADO DI FARE QUESTO PER UN ONESTO CITTADINO??? Le agenzie interinali non gli permettono neanche di candidarsi visto l’età anagrafica.

Come Cittadini Italiani Onesti chiedo scusa per il disturbo.

 

La capisco benissimo per la rabbia che prova, molto spesso la legislazione italiana in ambito previdenziale ha provocato delle profonde ingiustizie per i lavoratori come ad esempio la questione degli esodati provocata dalla riforma Fornero a cui hanno cercato di porre un rimedio le otto salvaguardie che si sono succedute negli anni.

Per quanto riguarda la questione di suo marito grosse polemiche sono state sollevate da quella postilla che prevedeva i 18 mesi di contributi versati per i lavoratori a termine negli ultimi 3 anni per l’accesso all’Ape sociale, ma a quanto pare le polemiche non hanno sortito alcun effetto.

Penso che la mia solidarietà non cambi assolutamente il suo stato d’animo e quello di suo marito, ma in ogni caso ho voluto dare voce alla vostra vicenda.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti”

 

 

 

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Argomenti: Lettere, Quesiti Ape sociale, Quesiti Pensione Anticipata, News pensioni, Ape Social