Pensioni di invalidità e trattamento minimo, nuovi limiti di reddito

I nuovi limiti di reddito da non superare per ottenere l’integrazione al trattamento minimo sulle pensioni di invalidità.

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I nuovi limiti di reddito da non superare per ottenere l’integrazione al trattamento minimo sulle pensioni di invalidità.

Il trattamento minimo di pensione è fissato in 515,18 euro mensili. Questo limite minimo, considerato vitale, spetta anche ai percettori di pensioni ordinarie di invalidità, cioè ai pensionati che godono di un assegno ordinario erogato dall’Inps in base ai contributi versati.

La legge riconosce l’integrazione al trattamento minimo a tutti coloro che non raggiungono la soglia di pensione pari a 515,18 euro al mese. Importo che è aggiornato ogni anno dall’Inps sulla base delle rilevazioni Istat dell’inflazione.

Trattamento minimo pensione di invalidità

Da notare che l’integrazione al trattamento minimo interviene spesso sulle pensioni ordinarie di invalidità. Queste sono infatti liquidate in deroga ai normali requisiti previsti dalla legge per il pensionamento di vecchiaia o anzianità. Si tratta di una forma di pensionamento anticipata che richiede un versamento minimo di 3 anni di contributi negli ultimi 5 dalla data di presentazione della domanda.

E’ quindi probabile che nel corso della sua carriera il contribuente invalido non sia riuscito a versare contributi sufficienti ad avere una pensione dignitosa. Ecco quindi che, a domanda dell’interessato, l’Inps concede una integrazione minima fino a 515,18 euro mensili sulla pensione calcolata in base ai contributi versati.

Requisiti

Ma quali sono i requisiti da rispettare per ottenere l’integrazione della pensione al trattamento minimo? In particolare non bisogna superare determinati limiti di reddito che variano a seconda della situazione familiare.

Qualora il pensionato sia coniugato, è necessario che il reddito complessivo non superi di 4 volte il trattamento minimo che corrisponde per il 2021 a 17.950,92 euro all’anno. Se, invece il pensionato vive da solo, il limite di reddito si abbassa a 11.967,28 euro all’anno. Da notare che, a differenza che per la liquidazione delle pensioni ordinarie, l’integrazione spetta anche se è superato il limite di reddito personale purché si rispetti il limite di quello coniugale.

Pertanto, se il titolare dell’assegno ordinario di invalidità non supera dette soglie, ha diritto all’integrazione al minimo della pensione fino appunto a 515,18 euro mensili. Da notare che gli importi di cui sopra e le soglie di reddito non hanno subito variazioni rispetto allo scorso anno per effetto dell’inflazione negativa.

I redditi da dichiarare

A domanda, quindi, il beneficiario dell’assegno ordinario di invalidità può ottenere l’integrazione al trattamento minimo. L’Inps verificherà quindi se i redditi dichiarati sono veritieri e procederà all’erogazione dell’assegno.

Fra i redditi da dichiarare all’Inps per ottenere la pensione di invalidità integrata al minimo vi sono tutti i redditi assoggettabili a tassazione Irpef. Sono esclusi dal calcolo:

  • il reddito della casa di abitazione e delle relative pertinenze;
  • i trattamenti di fine rapporto soggetti a tassazione separata, come il Tfr;
  • gli arretrati da lavoro dipendente soggetti a tassazione separata;
  • i redditi esenti da Irpef, come le pensioni di guerra, le rendite Inail, le pensioni degli invalidi civili, i trattamenti di famiglia, l’accompagno, etc.
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