Pensioni di inabilità per amianto, domande entro il 31 marzo

Tutti i lavoratori ammalati da esposizione da amianto potranno presentare domanda di pensione di inabilità all’Inps entro il 31 marzo 2020.

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Tutti i lavoratori ammalati da esposizione da amianto potranno presentare domanda di pensione di inabilità all’Inps entro il 31 marzo 2020.

Via libera dell’Inps alla concessione della pensione di inabilità per i malati da amianto. Con il messaggio numero 30 del 2020, che recepisce le disposizioni del decreto del Ministero del Lavoro del 16 novembre 2019, l’Inps riconosce ai soggetti ammalati con almeno 5 anni di contributi il diritto alla pensione di inabilità.

L’Inps concederà quindi la prestazione di cui alla legge numero 222 del 1984 (pensione di inabilità) ai lavoratori che hanno cessato l’attività entro il 30 giugno 2019 o che stiano ancora lavorando nel 2020 purché siano iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, affetti da patologia asbesto-correlata accertata che abbiano contratto la malattia a causa dell’esposizione all’amianto documentata dall’Inail. Prima dell’entrata in vigore del decreto, l’inabilità era riconosciuta solo per alcune ipotesi di malattia, ma non per tutte.

Requisiti

Per ottenere la pensione di inabilità per coloro che sono affetti da asbestosi sono sufficienti 5 anni di contributi nell’arco dell’intera vita lavorativa a prescindere dal fatto che tale contribuzione sia stata fatto nel quinquennio anteriore alla data della domanda, come avviene per la richiesta delle altre pensione di inabilità. Non è nemmeno necessario l’accertamento dell’assoluta e permanente impossibilità a qualsiasi attività lavorativa. Il beneficio è strutturale, non ha data di scadenza ma solo un vincolo di risorse annue che, se insufficienti, potrebbero dar luogo ad uno slittamento della prima decorrenza utile della prestazione.

La domanda

Per ottenere la pensione di inabilità occorrerà presentare la domanda entro il 31 marzo 2020 per coloro che hanno maturato i requisiti al 31 dicembre 2019 e per chi li maturerà quest’anno. L’Inps verificherà le condizioni e i requisiti dopo di che, una volta ottenuto il via libera, sarà possibile presentare la domanda di pensione vera e propria.

Il meccanismo è simile a quello previsto per il conseguimento dell’Ape Sociale o per la pensione da lavori usuranti e precoci. La domanda di verifica e di pensione potrà essere presentata contestualmente entro il 31 marzo 2020, senza dover eseguire la pratica in due differenti date: se, quindi, si ha diritto alla prestazione, l’Inps provvederà alla liquidazione della pensione, altrimenti la respingerà. Il pagamento avverrà sulla disponibilità delle risorse possedute dall’Istituto e quindi, in caso di molte richieste, è possibile che ci saranno dei ritardi che terranno conto dell’ordine cronologico di presentazione della richiesta.

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