Pensioni di garanzia per carriere discontinue e precari: riforma nel 2020?

Una pensione di garanzia per giovani e precari, ma anche per chi ha vissuto carriere lavorative discontinue. La riforma pensionistica già in cantiere per il 2020.

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Una pensione di garanzia per giovani e precari, ma anche per chi ha vissuto carriere lavorative discontinue. La riforma pensionistica già in cantiere per il 2020.

La precarizzazione del mondo del lavoro in Italia rende necessario un intervento sul sistema pensionistico. Oggi appare infatti inadeguato a garantire un sufficiente assegno pensionistico per coloro che hanno cumulato e stanno cumulando rapporti di lavoro discontinui o saltuari.

Ecco che si torna quindi a parlare di pensioni di garanzia, tema già caldeggiato dal passato governo e caro al M5S.

Per il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, dal prossimo anno, sarà necessario mettere mano al sistema pensionistico perché molti giovani e chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995, si ritroverà al momento del pensionamento con in mano un assegno da fame.

Le pensioni di garanzia

Il sistema di calcolo interamente contributivo, unito a rapporti di lavoro discontinui tipici del nuovo millennio, rischiano di lasciare i giovani d’oggi senza pensione o comunque con in mano un assegno al di sotto del minimo vitale. Pertanto sarà necessario trovare le risorse necessarie per garantire una pensione minima anche a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995. “È essenziale investire sulle nuove generazioni, vera risorsa per il futuro del Paese al fine di garantire a tutti la possibilità di svolgere un percorso di crescita personale, sociale, culturale e professionale“- si legge nel documento che illustra le linee programmatiche del governo.

Quota 100, opzione donna e Ape Sociale confermate

Per quest’anno la manovra di bilancio 2020 non ha apportato interventi di nessun tipo al sistema pensionistico. La tanto discussa quota 100, piuttosto che opzione donna e Ape Sociale, sono state confermate anche per l’anno prossimo. Ma è del tutto evidente che all’interno della maggioranza di governo si facciano sentire pressioni per modificare il sistema delle pensioni anticipate con una riforma più profonda. Al contempo sarà affrontato l’anno prossimo anche il tema delle pensioni di garanzia che dovrebbero prevedere un trattamento minimo (non previsto per il sistema di calcolo contributivo) o comunque una maggiore forma di incentivazione alla pensione integrativa pubblica.

Giovani di oggi senza pensione domani

Non vi sono ancora dettagli su come intervenire, ma è chiaro che i nati dopo il 1970 saranno quelli più interessati dalla riforma.

Primo perché difficilmente potranno raggiungere il minimo contributivo di 20 anni per avere diritto alla pensione se non al compimento di 70 anni. Secondo perché peseranno i periodi di vuoto contributivo dovuti alla precarizzazione del lavoro e alla mancanze di garanzie al posto. L’attuale sistema pensionistico si rivela inadeguato a garantire una pensione minima e così anche in caso di invalidità o pensione ai superstiti. Ragione per la quale, bisognerà iniziare a intervenire per istituire le pensioni di garanzia.

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