Pensioni: dal prossimo anno aumenta l’età pensionabile ma non l’importo dell’assegno

Perchè, avendo i requisiti, conviene andare in pensione entro la fine del 2015 e non dal 2016? Ecco le differenze nel calcolo di cui tenere conto: età pensionabile e montante contributivo

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Perchè, avendo i requisiti, conviene andare in pensione entro la fine del 2015 e non dal 2016? Ecco le differenze nel calcolo di cui tenere conto: età pensionabile e montante contributivo

L’età pensionabile aumenterà dal prossimo anno ma l’assegno non andrà di pari passo: ecco spiegata la beffa delle pensioni. La colpa di questa tendenza? Delle modifiche introdotte alle quote contributive dal decreto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali del 22 giugno 2015 (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 154 il 6 luglio 2015).

Calcolo pensioni ed età pensionabile: la beffa della riforma

La quota contributiva, al momento dell’uscita dal lavoro, diventa assegno di pensione in seguito l’applicazione di coefficienti di trasformazione subordinati all’età del lavoratore.

In altre parole è la trasformazione dei contributi versati (cd montante). E’ intuitivo quindi che sul calcolo della pensione finale incidono gli anni di versamenti e, dunque, la durata dell’attività lavorativa. Dal 1996, anno di entrata in vigore delle quote contributive, al 2009, data di introduzione della riforma Damiano per la revisione dei parametri, i coefficienti sono rimasti immutati. I nuovi coefficienti scatteranno dal 2016 e tengono conto dell’allungamento delle aspettative di vita e passeranno da triennali a biennali.

Calcolo pensioni: come cambiano gli importi dal 2016

Dal 1° gennaio 2016, per il calcolo della pensione, non rileverà più la data di risoluzione del contratto, bensì il momento in cui il lavoratore prende la decisione di accedere alla pensione. L’impatto sulla pensione è ridotto per chi è soggetto al sistema misto: supponendo un montante accumulato pari a 200 mila euro, chi compie 67 anni a novembre 2015 può andare in pensione con 11.652 euro, mentre da gennaio 2016 (fermi restando ovviamente l’età e il montante dei versamenti) scenderebbe a 11.400 euro lordi annui.

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