Pensioni avvocati: via libera alla riforma

Pensioni avvocati oggetto di riforma per raggiungere l’obiettivo di stabilità di lungo periodo come richiesto dalla manovra salva Italia

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Pensioni avvocati oggetto di riforma per raggiungere l’obiettivo di stabilità di lungo periodo come richiesto dalla manovra salva Italia

 Pensioni avvocati. Via libera alla riforma della previdenza forense, con il beneplacito della Cassa forense, in un anno, come il 2012, segnato da una riforma previdenziale senza precedenti.

Pensioni avvocati: la riforma

E’ stato acquisito il parere del Ministero della Giustizia da parte di quello del lavoro e delle Finanze, sulle modifiche al  Regolamento delle Prestazioni e dei Contributi adottate dalla Cassa forense .

L’obiettivo da raggiungere è la stabilità di lungo periodo, richiesta nella manovra salva Italia.  come richiesto dalla manovra salva Italia.

Le novità in sintesi

La riforma delle pensioni avvocati si caratterizza da punti specifici, come segue:

–  aliquota del contributo obbligatorio soggettivo al 14% dal 1°/01/2013,  sale al 14,5% dal 1°/01/2017 fino ad arrivare al 15% dal 1°/01/2021, quando entra a regime l’età pensionabile a 70 anni;

-la base reddituale di riferimento è costituita dalla media di tutti i redditi professionali dichiarati durante l’intera vita lavorativa, fino al tetto pensionabile,

–  resta al 4%  del volume di affari IVA invece il contributo integrativo.

 Pensioni avvocati: l’esultanza del Presidente di Cassa forense

“Soddisfatti i requisiti di sostenibilità cinquantennale” commenta Alberto Bagnoli, presidente della Cassa forense, che continua sostenendo che “grazie alla riforma adottata nel 2009 ci ha permesso di assicurare un equilibrio trentennale, non siamo stati costretti a chiedere agli avvocati, già colpiti da una pesante crisi reddituale, ulteriori, gravosi sacrifici”.

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