Pensioni: APE social, aziendale e volontaria: come funzioneranno?

Pensioni: APE social, aziendale e volontaria, debutteranno dal 2017, chi può beneficiarne e come funzioneranno?

di , pubblicato il
Pensione anticipata APE Volontaria

L’APE o anticipo pensionistico, nel verbale tra Governo e Sindacati conferma tre versioni: l’APE social, l‘APE aziendale e l’APE volontaria.
L’obiettivo dell’anticipo è quello di creare maggiore flessibilità, creare un flusso finanziario ponte, esente da imposte ed erogato mensilmente. L’anticipo avrà un ammontare commisurato alla pensione di vecchiaia attesa al raggiungimento dei requisiti anagrafici e certificata dall’INPS.

L’APE social, aziendale e volontaria, hanno come obiettivo quello di riordinare il sistema previdenziale e di prevedere strumenti diversificati che offrano una maggiore flessibilità per gestire l’uscita del mercato del lavoro.

L’APE, l’anticipo pensionistico, debutterà nel 2017 per un periodo sperimentale di due anni. Rappresenta un “flusso finanziario ponte”, esente da imposte ed erogato mensilmente, di ammontare commisurato alla pensione di vecchiaia attesa al raggiungimento dei requisiti anagrafici e certificata dall’INPS. Flusso erogato fino alla maturazione degli ordinari requisiti pensionistici di età per la pensione di vecchiaia.

Il funzionamento dell’APE

Con lo strumento APE, a finanziare la flessibilità interverrà un prestito bancario, senza garanzie reali. Il lavoratore una volta raggiunti i requisiti per la normale uscita di vecchiaia o anticipata, comincerebbe mese per mese a ripagare tramite trattenute alla fonte sulla sua pensione operate dall’INPS con un periodo di ammortamento a rate costanti per una durata di 20 anni.

Potranno accedervi, su base volontaria, tutte le tipologie di lavoratori e lavoratrici, dipendenti privati, dipendenti pubblici, autonomi. Potranno andare in pensione anticipata i lavoratori con età anagrafica pari o superiore ai 63 anni e che maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia.

L’INPS dovrebbe svolgere un ruolo centrale e predominante, in quanto dovrebbe certificare il diritto all’anticipo.

Dovrebbe definire l’importo minimo richiesto e gestire l’erogazione del prestito e l’assicurazione. Inoltre caratteristiche dell’erogazione del prestito, dovranno rispettare le condizioni di miglior favore individuate in una convenzione stipulata tra le banche e le società assicuratrici aderenti all’iniziativa e il ministero dell’Economia e delle finanze.

Contestualmente al prestito, il richiedente deve infatti accende un’assicurazione contro il rischio di premorienza con una compagnia assicuratrice con il pagamento del relativo premio. In caso di evento luttuoso del soggetto che ha avuto accesso all’APE, il capitale residuo sarà rimborsato dall’assicurazione con la quale è stata stipulata la polizza contro il rischio premorienza, e quindi non si rifletterà sulla eventuale pensione di reversibilità o sugli eredi.

L’APE si può affiancare a RITA

All’APE può poi affiancarsi la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA) erogabile dai fondi pensione. La RITA, si configura come una sorte di reddito a ponte, a cui si applica l’ imposta sostitutiva del 15 per cento.Che si riduce dello 0,30 per ogni anno di durata superiore al quindicesimo fino ad un minimo del 9 applicato alle rendite previdenziali integrative. Sino alla maturazione dei requisiti della pensione di vecchiaia.

Le diverse versioni dell’Anticipo pensionistico

L’APE si diversifica in tre differenti tipologie in funzione dei destinatari.

La prima è l’APE agevolata o APE social, rivolta ad alcune categorie di lavoratrici e lavoratori ritenuti in condizioni di maggior bisogno. Le situazioni di bisogno vengono definite sulla base di requisiti quali:

  • lo stato di disoccupazione e assenza di reddito;
  • la gravosità del lavoro per la quale la permanenza al lavoro in età più elevata aumenta il rischio di infortunio o di malattia professionale(ancora da definire il dettaglio dei lavori gravosi, pesanti e rischiosi).

Va poi definita e condivisa la “soglia” entro cui lo Stato interverrà attraverso il meccanismo delle detrazioni fiscali.
La soglia è 1.300 euro (poco più di 1.100 euro netti), visto che nel documento si indica come parametro la NASpI, il nuovo assegno di disoccupazione, che ha proprio quell’importo.

L’APE aziendale, utilizzabile in caso di processi di ristrutturazione aziendale. In questo caso, precisa il verbale tra Governo e Sindacati, si prefigura la soluzione contrattuale. In caso di accordo tra le parti, al fine di agevolare la scelta del lavoratore, “il datore di lavoro può sostenere i costi dell’APE attraverso un versamento all’INPS di una contribuzione correlata alla retribuzione percepita prima della cessazione del rapporto di lavoro, in presenza di accordi collettivi anche attraverso appositi fondi bilaterali in essere o appositamente creati, in modo da produrre un aumento della pensione tale da compensare gli oneri relativi alla concessione dell’APE”.

Vi è poi l’APE volontaria in cui i costi ricadranno interamente sul richiedente

Il costo APE

I componenti del costo APE, sono gli interessi, il premio assicurativo e la considerazione per cui l’uscita anticipata dal lavoro comporta il mancato versamento dei contributi previdenziali con riflesso sull’importo dell’assegno previdenziale che verrà erogato al momento del pensionamento che si ridurrà in maniera permanente.
Da considerare il coefficiente di trasformazione che verrà utilizzato al momento del pensionamento, quello al momento di accesso all’APE. Più basso perché si è più giovani, o più elevato e quindi più conveniente per il percettore? Bisognerà valutare con molta attenzione la durata del termine di anticipo e l’importo del prestito anche inserendo l’eventuale concorso della previdenza complementare con la RITA.

Argomenti: , , , ,