Pensioni anticipate: ‘Contributivo puro troppo svantaggioso’? La reazione di Brambilla

In tema di pensioni anticipate, secondo il parere di Alberto Brambilla (presidente di Itinerari previdenziali) il contributivo puro è svantaggioso.

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In tema di pensioni anticipate, secondo il parere di Alberto Brambilla (presidente di Itinerari previdenziali) il contributivo puro è svantaggioso. Lo dichiara nell’inserto L’Economia del Corriere.

Con questa dichiarazione fa una panoramica su tutte le uscite dal mondo del lavoro evidenziando come la Legge Fornero abbia penalizzato notevolmente chi uscirà con il contributivo puro (il lavoratore che ha iniziato la sua attività dal 1996 in poi).

Vediamo insieme i dettagli della reazione di Brambilla.

Pensioni anticipate: le alternative alla pensione di vecchiaia

Fino al 2022, per la pensione di vecchiaia i requisiti sono i seguenti: 67 anni di età anagrafica con almeno 20 anni di anzianità contributiva ed un importo minimo di pensione maturato non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale (693,18 euro lordi mensili) indicizzato con la media mobile quinquennale del PIL. Per chi raggiunge l’età di 71 anni non vale l’ultimo vincolo: l’assegno sarà liquidato indipendentemente dal suo valore, a patto che siano maturati almeno 5 anni di contribuzione.

I contributivi puri (che hanno iniziato la loro attività lavorativa dopo il 1996) possono accedere alla pensione di vecchiaia anticipata (fino a 3 anni, quindi all’età di 64 anni) avendo maturato almeno 20 anni di contributi ed un importo minimo di pensione pari o superiore a 2,8 volte l’assegno (1.294 euro lordi mensili).

Esiste poi la pensione anticipata (valida fino al 2026) con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Un’utopia per i contributivi puri, un traguardo distante almeno 16 anni.

Lisopensione è l’altra alternativa per chi ha raggiunto i 60 anni di età (fino al 2023) maturando un’anzianità contributiva di 20 anni. Questa chance viene concessa ai dipendenti di aziende con oltre 15 lavoratori: costi e contributi figurativi sono a carico delle imprese.

Pensioni anticipate: contributivo puro svantaggioso anche in caso di contratto di espansione

Un’ulteriore soluzione di uscita anticipata dal lavoro, come ricorda Brambilla, è data dai contratti di espansione. E’ rivolta ad aziende con oltre 100 dipendenti e finalizzata al ricambio generazionale (prevede l’assunzione di un giovane ogni tot prepensionati). Il contratto di espansione prevede lo scivolo di 5 anni (uscita dal lavoro a 62 anni di età con 20 anni di contributi).

I contributivi puri non possono accedere all’Ape Sociale (con 30 e 36 anni di contribuzione) e ad Opzione Donna (35 anni di contributi per le lavoratrici).

La conclusione di Brambilla

La condizione dei contributivi puri (penalizzati dalla Legge Fornero) dovrebbe essere equiparata a quella degli altri lavoratori.

Occorre eliminare i vincoli di accesso alla pensione di 1,5 volte il minimo (per la pensione di vecchiaia) e di 2,8 volte il minimo (per la pensione anticipata) in quanto c’è il rischio che l’età di 67 anni aumenti a 71 anni per accedere alla pensione.

Inoltre, per i giovani ‘contributivi puri’, è necessario prevedere l’integrazione al minimo o maggiorazione sociale (tra 517 e 654 euro mese) calcolati in base al numero di anni lavorati.

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