Pensioni all’estero: slittano ancora i controlli Inps

Slittano di alcuni mesi i controlli di esistenza in vita sugli italiani che percepiscono pensioni all’estero. Le novità in una circolare Inps.

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Slittano di alcuni mesi i controlli di esistenza in vita sugli italiani che percepiscono pensioni all’estero. Le novità in una circolare Inps.

Partiti lo scorso autunno i controlli sulle pensioni all’estero, hanno subito una sospensione a causa dell’emergenza sanitaria. O meglio, i controlli sull’esistenza in vita dei pensionati che percepiscono l’assegno fuori dai confini del nostro Paese si sono interrotti a metà.

Le procedure di verifica erano già state sospese a causa del lockdown nella primavera del 2020 e poi riprese dopo l’estate. Ma, a causa del perdurare dell’emergenza sanitaria in Europa, hanno subito una ulteriore battuta di arresto.

I controlli sulle pensioni all’estero

Più nel dettaglio i controlli sull’esistenza in vita degli italiani che percepiscono pensioni all’estero è divisa in due fasi. L’Inps aveva predisposto con circolare numero 3102 del 11 agosto 2020,  il nuovo calendario per la campagna di verifiche 2020-2021. Nella stessa si teneva conto delle differenti condizioni sanitarie delle aree geografiche colpite dalla pandemia.

L’Inps aveva quindi riattivato, attraverso Citibank e la rete consolare, le procedure per verificare periodicamente l’esistenza in vita degli italiani che percepiscono pensioni all’estero.

La prima fase di controllo

In virtù di ciò, la prima fase di controllo, da ottobre 2020 a marzo 2021, è scattata per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Paesi dell’Est Europa e Paesi limitrofi. Le comunicazione – spiega l’Inps sono già state inviate ai pensionati a partire dal 1° ottobre 2020 e le attestazioni di esistenza in vita sono attese entro il 5 febbraio 2021.

Tuttavia, a causa del protrarsi dell’emergenza Covid-19, l’Inps ha disposto uno slittamento di 3 mesi. I pensionati hanno quindi tempo fino al 7 maggio 2021 per trasmettere l’attestazione in vita.

Qualora la risposta non dovesse pervenire in tempo, l’Inps interromperà il pagamento della pensione a partire da giugno 2021.

Il pensionato potrà però riscuotere l’assegno presso le agenzie della Western Union in contanti nel Paese di residenza. In questo modo sarà obbligato ad attestare l’esistenza in vita allo sportello mostrando i propri documenti personali. In assenza di riscossione anche presso Western Union, la pensione sarà sospesa.

La seconda fase di controllo

La seconda fase di verifica di esistenza in vita per le pensioni all’estero relativa agli anni 2020 e 2021, si sarebbe dovuta svolgere a partire dalla fine di gennaio fino a giugno 2021. Tale seconda fase riguarda i pensionati italiani residenti in Europa, Africa e Oceania.

Ma a causa del protrarsi dell’emergenza Covid-19, l’Inps ha disposto uno slittamento di 4 mesi. Ci sarà quindi tempo fino alla fine di settembre 2021 per attestare l’esistenza in vita dei pensionati italiani all’estero.

Come recita la recente circolare Inps numero 225 del 20 gennaio 2021,

“si differisce di quattro mesi l’avvio della campagna di verifica, programmato a gennaio 2021. Pertanto,Citibank NA avvierà la spedizione dei moduli di richiesta di attestazione dell’esistenza in vita la prima settimana di maggio 2021 e tale modulistica dovrà pervenire alla banca entro il 7 settembre 2021”.

Anche in questo caso, qualora l’attestazione non sia prodotta in tempo, il pagamento della rata di ottobre 2021 avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di mancata riscossione personale o di produzione dell’attestazione di esistenza in vita, il pagamento della pensione sarà sospeso a partire dalla rata di novembre 2021.

Pensioni all’estero e attestazione esistenza in vita

Per attestare l’esistenza in vita, il pensionato italiano residente all’estero dovrà compilare apposito modulo che riceverà da parte dell’Inps per posta all’indirizzo comunicato. In esso sono contenute le istruzioni da seguire per completare correttamente la procedura. La firma della certificazione dovrà essere autenticata dalle autorità consolari o, in alternativa, da quelle locali abilitate. La modulistica compilata e firmata dovrà quindi essere trasmessa alla casella postale: “PO Box 4873, Worthing BN99 3BG, United Kingdom” entro i termini riportati nelle lettere esplicative.

In alternativa, per i pensionati residenti in Australia, Canada, Regno Unito e Stati Uniti, è possibile utilizzare anche la procedura telematica via web. L’Inps mette a disposizione una lista di operatori dei Patronati che, in base alla normativa locale, hanno qualifiche che rientrano fra quelle dei “testimoni accettabili”.

Essi sono autorizzati ad accedere al portale specificamente predisposto da Citibank al fine di attestare con modalità telematiche l’esistenza in vita dei pensionati italiani. Stessa procedura è resa disponibile anche ai funzionari delle rappresentanze diplomatiche indicati dal Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.

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