Pensioni: 3 su 5 sotto 750 euro, soprattutto donne

Liquidate nel 2020 dall’Inps 1,18 milioni di pensioni. La maggior parte sta sotto i 750 euro al mese. L’8,3% prende più di 3.000 euro.

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Liquidate nel 2020 dall’Inps 1,18 milioni di pensioni. La maggior parte sta sotto i 750 euro al mese. L’8,3% prende più di 3.000 euro.

La povertà serpeggia fra i pensionati, tre assegni su cinque sono da fame. Secondo i dati Inps recentemente elaborati e relativi alla spesa pensionistica 2020 emerge salta fuori che quasi il 60 per cento delle pensioni vale meno di 750 euro al mese.

Il dato è fuorviante perché, se da un lato l’importo medio delle pensioni è in tendenziale calo, dall’altro molti pensionati sono titolari di più di una pensione. E’ quindi difficile tracciare un quadro preciso della situazione.

Assegni da 750 euro al mese

Stando ai dati Inps relativi allo scorso anno, il 59,6% delle pensioni erogate ha un importo inferiore a 750 euro. Questa percentuale, che per le donne raggiunge il 72,6%, costituisce solo una misura indicativa della “povertà”, per il fatto che molti pensionati sono titolari di più prestazioni pensionistiche o comunque di altri redditi.

L’Inps precisa poi che delle 10.608.976 pensioni con importo inferiore a 750 euro, solo il 43% (4.009.862) beneficia di prestazioni legate a requisiti reddituali bassi. Quali integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, pensioni e assegni sociali e pensioni di invalidità civile.

In questo contesto, il divario tra i due sessi è accentuato. Infatti per gli uomini la percentuale di prestazioni con importo inferiore a 750 euro scende al 36,8% e se si analizza la situazione della categoria vecchiaia, si osserva che questa percentuale scende al 21,2% e di queste solo il 19,9% è costituito da pensioni in possesso dei requisiti a sostegno del reddito. Sempre per gli uomini, oltre un terzo delle pensioni di vecchiaia è di importo compreso fra 1.500 e 3.000 euro.

Importi vergognosi per molti pensionati

Pensioni da fame. Anche se molti pensionati sono titolari di più prestazioni pensionistiche, resta un importo vergognoso“.

Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Inps sulle pensioni, che hanno evidenziato che il 59,6% delle prestazioni ha un importo inferiore a 750 euro.

Inoltre, anche analizzando il reddito pensionistico, sommando quindi tutte le pensioni percepite, la situazione non è molto migliore. Il 12,1% dei pensionati percepisce un reddito fino a 499 euro al mese, mentre il 23,1% da 500 a 999 euro. Insomma, più di un terzo dei pensionati, il 35,2%, è sotto i 1.000 euro. Un dato da leggere insieme a quello secondo il quale l’8,3% prende oltre 3.000 euro” conclude Dona.

1,18 milioni di pensioni nel 2020

Riguardo ai dati generali sulle nuove pensioni nel 2020, l’Inps comunica che sono state liquidate 1.182.971 di prestazioni delle quali il 40,7% di natura assistenziale. Gli importi annualizzati, stanziati per le nuove liquidate del 2020, ammontano a 13,4 miliardi di euro. Che rappresentano circa il 6,3% dell’importo complessivo annuo in pagamento al primo gennaio 2021.

Le pensioni vigenti al 1 gennaio 2021 sono 17,79 milioni, di cui 13,82 milioni (il 77,6%) di natura previdenziale e 3,98 milioni (il 22,4%) di natura assistenziale. L’importo complessivo annuo è pari a 212,9 miliardi di euro di cui 190 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali e 22,9 miliardi da quelle assistenziali.

Il 48,9% delle pensioni è in carico alle gestioni dei dipendenti privati delle quali quella di maggior rilievo (94,7%) è il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti. Esso che gestisce il 46,3% del complesso delle pensioni erogate e il 59,1% degli importi in pagamento. Le gestioni dei lavoratori autonomi erogano il 28,0% delle pensioni per un importo in pagamento pari al 24,2% del totale. Mentre le gestioni assistenziali erogano il 22,4% delle prestazioni con un importo in pagamento pari al 10,8% del totale.

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