Pensioni 2023, il podio: le tre alternative a Quota 102 spiegate in modo facile

Per le pensioni nel 2023, ecco il podio. Ovverosia, le tre alternative alla Quota 102 spiegate in modo facile facile. E questo perché, ad oggi, la Quota 102 è in tutto e per tutto una misura tampone essendo valida solo per l'anno in corso. Ecco, nel dettaglio, cosa dobbiamo aspettarci.

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Andare in pensione con Quota 102 si può senza requisiti ma pagando: ecco come

Per le pensioni nel 2023, ecco il podio. Ovverosia, le tre alternative alla Quota 102 spiegate in modo facile facile. E questo perché, ad oggi, la Quota 102 è in tutto e per tutto una misura tampone essendo valida solo per l’anno in corso. Così come è riportato in questo articolo.

Nel dettaglio, per le pensioni nel 2023, ecco il podio a partire da Opzione Donna. Che per il prossimo anno potrebbe diventare una misura strutturale. E passando per le pensioni anticipate a partire dai 62 anni di età ma con le penalizzazioni sull’assegno. Mentre la terza opzione per il prossimo anno, anche se per ora è ipotetica, è la Quota 41 per tutti.

Pensioni 2023, il podio: le tre alternative a Quota 102 spiegate in modo facile

In particolare, per le pensioni nel 2023 con l’Opzione Donna strutturale, salvo modifiche, serviranno 35 anni di contributi previdenziali obbligatori versati. Con 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti, e 59 anni di età per le lavoratrici autonome. Ed il tutto a patto di maturare i requisiti di età e di contribuzione entro e non oltre il 31 dicembre del 2022.

Invece, per le pensioni nel 2023 dai 62 anni di età ma con penalizzazioni sull’assegno, si tratta di una recente proposta formulata dal Governo ai Sindacati. Ed è quella che prevede, nello specifico, l’uscita dal lavoro con il ricalcolo dell’assegno INPS con il sistema contributivo.

Dal prossimo anno arriva la Quota 41 per tutti? Ecco cosa dobbiamo aspettarci

In più, per le pensioni nel 2023 la grossa novità potrebbe essere rappresentata dall’istituzione della Quota 41 per tutti. Una misura fortemente voluta dai Sindacati, ma per la quale ad oggi, pur tuttavia, da parte del Governo italiano che è guidato dal presidente del Consiglio Mario Draghi non c’è stata mai una reale apertura.

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