Pensioni 2022: a 63 anni con APE potenziata e a 64 nel sistema misto. Tutti gli altri a 67?

Nessuna proroga di quota 100 per le pensioni 2022. Al suo posto Ape Sociale potenziata e uscita a 64 anni con un calcolo diverso.

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Ape Sociale

Per le pensioni 2022 si fa sempre più probabile un ampliamento delle opzioni già in essere. Niente più quota 100, quindi, ma un potenziamento di Ape Sociale e forme di pensionamento anticipato prima dei 67 anni con qualche rinuncia.

Ape Sociale è uno dei temi più in discussione per la prossima riforma pensioni 2055. Lo “scivolo” pensionistico riservato a certi lavoratori particolarmente disagiati non dovrebbe essere soppresso a fine anno, ma viceversa potenziato

Pensioni 2022 con Ape Sociale potenziata

Si sta studiando prevede un allargamento della platea dei beneficiari. L’intenzione del governo è quella di favorire la pensione anticipata a 63 anni di età (questo il requisito anagrafico di Ape Sociale) a più soggetti.

L’intenzione è quindi quella di utilizzare uno strumento pensionistico che già esiste, senza stravolgere l’impianto dell’ordinamento per le pensioni 2022.

Si tratterebbe di ampliare le categorie rientranti tra le attività gravose. Al momento vi rientrano 15 gruppi di mansioni tra i quali gli insegnanti della scuola dell’infanzia e gli educatori degli asili nido, ma resta tagliato fuori tutto il restante personale scolastico.

Ape Sociale è ammesso per le professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere, ma rimane esclusa un’ampia fetta di altri lavoratori.

Uscita anticipata a 64 anni

Scartata la strada di quota 41, una delle ipotesi concrete a cui si sta lavorando per consentire una uscita anticipata poco onerosa sarebbe il pensionamento a 64 anni. Due anni in più rispetto ai requisiti anagrafici previsti da quota 100, ma con solo 20 anni di contributi versati.

A dire il vero, la pensione anticipata a 64 anni oggi già esiste. Ma l’opzione è riservata ai lavoratori il cui accredito contributivo sia interamente successivo al 31 dicembre 1995. Bisogna, poi, aver maturato un assegno di pensione pari almeno a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale.

Cifra che per il 2021 ammonta ad almeno 1.288 euro mensili essendo il valore dell’assegno sociale pari a 460 euro.

Ebbene, il governo vorrebbe promuovere questa forma di pensionamento anticipato a patto che la pensione 2022 venga liquidata intermante col sistema contributivo, anziché misto. Ne deriverebbe una penalizzazione, come per opzione donna, anche se inferiore, ma consentire a scelta del lavoratore di andare in pensione senza attender ei 67 anni di età.

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