Chi potrà andare in pensione a 59 anni nel 2021

Tra le pensioni 2021 previste nella Legge di Bilancio, cerchi la soluzione ideale per te che ti chiedi: posso andarci a 59 anni? La risposta è facile e non è, di certo.

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Tra le pensioni 2021 previste nella Legge di Bilancio, cerchi la soluzione ideale per te che ti chiedi: posso andarci a 59 anni? La risposta è facile e non è, di certo.

Tra le pensioni 2021 previste nella Legge di Bilancio, cerchi la soluzione ideale per te che ti chiedi: posso andarci a 59 anni? La risposta è facile e non è, di certo, legata a qualche norma o riforma segreta.

La Legge di bilancio per il 2021, semplicemente, rinnova alcune opzioni che consentono di andare in pensione anticipatamente.

I nati nel 1961 o nel 1962 possono andare in pensione grazie a tre soluzioni già in vigore da tempo. Stiamo parlando della pensione anticipata contributiva, Quota 41 e Opzione Donna. Devono possedere requisiti specifici.

Ecco quali sono.

Pensioni 2021: Quota 41 per chi ha 59 anni

Chi ha compiuto 59 anni (nato nel 1961 o nel 1962) può accedere a Quota 41. Il requisito anagrafico non basta e non è fondamentale per accedere a questa formula pensionistica.

Il lavoratore che vuole congedarsi con questa opzione deve possedere anche altri requisiti.

Deve aver maturato 41 anni di contributi, di cui 12 mesi versati prima di compiere i 19 anni di età (lavoratori precoci).

I candidati a Quota 41 devono anche rientrare tra una di queste categorie:

– invalidi per almeno il 74% (riconosciuto);

– lavoratori che svolgono mansioni usuranti;

– caregiver, impegnati ad assistere un familiare con disabilità (legge n. 104/1992) da almeno 6 mesi;

– disoccupati che hanno smesso di percepire l’indennità sostitutiva di disoccupazione da almeno 3 mesi.

Pensione anticipata contributiva

Tra le varie pensioni 2021, questa opzione prevede il solo requisito contributivo.

Si può accedere alla pensione anticipata contributiva con i seguenti requisiti:

– per le donne: 41 anni e 10 mesi di contributi;

– per gli uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi.

Pensioni 2021: c’è anche Opzione Donna

Grazie ad Opzione Donna (misura pensionistica prorogata con la Legge di Bilancio in fase di approvazione), le donne lavoratrici possono smettere di lavorare se hanno questi requisiti:

– 58 anni e 35 anni di contributi versati (lavoratrici dipendenti);

– 59 anni e 35 anni di contributi (lavoratrici autonome).

Devono aver maturato i suddetti requisiti entro il 31 dicembre 2020, a patto che optino per la liquidazione della pensione con il sistema contributivo.

Opzione Donna prevede una finestra mobile tra i requisiti raggiunti e la decorrenza della pensione: per le lavoratrici dipendenti è di 12 mesi, per le autonome è di 18 mesi.

Pensione anticipata con il contratto di espansione: cos’è

Il contratto di espansione è stato introdotto in Italia con il Decreto Legge 34 del 2019. Si tratta di un accordo tra Governo e singole aziende finalizzato alla riqualificazione del personale.

Finora, soltanto le aziende con almeno mille dipendenti potevano richiedere questo contratto.

La Legge di Bilancio 2021 introduce una revisione del contratto di espansione: consente la sottoscrizione anche ad aziende con un minimo di 500 lavoratori dipendenti.

Questo contratto consente uno scivolo pensionistico di 60 mesi ai dipendenti aventi diritto alla pensione anticipata o che abbiamo compiuto 62 anni e non intendano lavorare fino all’età di 67 anni.

Pare che il Governo quest’anno voglia introdurre modifiche: 2 anni di scivolo pagati tramite Naspi dallo Stato ed i restanti 3 anni a carico dell’azienda.

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