Pensioni 2020: tutte le novità in arrivo, cosa cambia e cosa resta

Quota 100, opzione donna e Ape social non saranno toccati. Stanziate le riforme per rivalutare le pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo.

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L’anno si appresta a finire ma ancora molte sono le incognite che aleggiano sul tema pensioni. I lavoratori, benché rassicurati dalle parole del premier Giuseppe Conte sul fatto che Quota 100 non sarà toccata, non si fidano. Sanno che fino all’ultimo in Parlamento potrebbe succedere qualcosa che cambia le regole.

Al momento, comunque, quota 100, cioè la possibilità per uomini e donne di andare in pensione anticipata con 62 anni di età e 38 anni di contributi non è in discussione. La riforma, benedetta dalla Lega, resterà in vigore fino al 2021, ma poi bisognerà trovare una soluzione per affrontare lo scalone perché dal primo gennaio 2021, in assenza di interventi da parte del legislatore, bisognerà fare riferimento ai requisiti previsti dalla legge Fornero.

 Il superamento dello scalone di quota 100

Già si parla, non a caso, di pensioni con quota 92, cioè con 62 anni di età e 30 anni di contributi per accedere alla pensione anticipata. L’ipotesi prende in esame, non solo i possibili aventi diritto per a partire dal 2022 quando scade quota 100, ma anche le generazioni dei giovani d’oggi che faticano ad avere un curriculum previdenziale tale da potersi garantire un’uscita dignitosa dal mondo del lavoro. Resterebbe fermo l’obbligo di accedere alla pensione secondo il sistema di calcolo contributivo. Per questo motivo il senatore Tommaso Nannicini (PD) sta portando avanti un progetto di riforma sotto la voce “misure urgenti per la flessibilità e l’equità intergenerazionale del sistema previdenziale”. Progetto che non sarà realizzato con questa manovra di bilancio, ma molto probabilmente l’anno prossimo.

Confermati opzione donna e Ape social 

Sempre in tema di pensioni anticipate restano confermate anche per il 2020 le risorse per Ape sociale e opzione donna in regime sperimentale fino al 2021. Tale opzione prevede la possibilità  uscita a 57 anni di età (58 per le lavoratrici autonome) per le donne che contestualmente hanno completato 35 anni di contributi.

Secondo i dati forniti dall’Inps, nei primi sei mesi del 2019 sono state presentate circa 15mila domande per l’opzione donna. Proroga di un anno anche per l’Ape Sociale – l’anticipo pensionistico che consente a determinate categorie di lavoratori (disoccupati, disabili, addetti a mansioni ritenute pesanti e gravose) di ritirarsi con 30 o 36 anni di contributi – che dunque sarà utilizzabile fino al 31 dicembre 2020.

La rivalutazione delle pensioni

Infine, dal prossimo anno dovrebbe scattare anche la mini rivalutazione delle pensioni fra 3 e 4 volte il trattamento minimo, cioè qugli assegni pensionistici lordi tra i 1.522 e 2.029 euro. Oggi questi trattamenti si rivalutano al 97%, mentre dal prossimo primo gennaio riprenderanno a rivalutarsi al 100%, adeguandosi all’inflazione. Secondo le stime dei sindacati l’aumento dovrebbe attestarsi sui 6 euro all’anno per una platea di due milioni e mezzo di pensionati.

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