Pensioni: 100 mila morti in più, speranza di vita in calo

Cala di un anno la speranza di vita della popolazione italiana a causa del covid. L’età pensionabile non aumenterà.

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Cala di un anno la speranza di vita della popolazione italiana a causa del covid. L’età pensionabile non aumenterà.

Effetto covid sulla speranza di vita in Italia. La pandemia e il raddoppio den numero dei morti fanno scendere le aspettative di vita nel 2020. L’età media di uomini e donne è un anno più bassa rispetto al 2019.

E non è finita. Il 2021 non sarà alla fine meno traumatico del 2020, pur considerando le misure di contenimento e la vaccinazione delle popolazione. La speranza di vita nel nostro Paese è destinata a scendere e a rimanerci per un bel po’. E’ l’effetto trascinamento statistico contemplato dall’Istat sull’indice di mortalità che si riflette appunto negli anni a venire sulla speranza di vita della popolazione.

Speranza di vita in calo

Cosa significa questo? A parte  che mediamente si vivrà un po’ meno rispetto agli anni passati, la speranza di vita, come noto, incide anche sull’età pensionabile. La riforma Fornero del 2011 ha legato infatti l’età delle pensione di vecchiaia (67 anni per uomini e donne) alla variazione della speranza di vita.

Poiché l’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo e negli anni della riforma pensioni l’indice di benessere e la speranza di vita erano in continua crescita, il legislatore ha agganciato l’età pensionabile a questo fattore. Così si è arrivati oggi alla fatidica soglia di 67 anni di età con prospettive di incremento col passare del tempo.

Gli adeguamenti delle pensioni

Dal 2013, anno in cui la pensione è stata agganciata alla speranza di vita, si sono susseguiti ben 4 adeguamenti che hanno innalzato in totale l’età pensionabile di un anno. Oggi si va quindi in pensione a 67 anni (prima a 66). L’ultimo di questi adeguamenti, però, previsto per il biennio 2020-2021, è stato bloccato per via del rallentamento della speranza di vita.

Il prossimo adeguamento è previsto alla fine del 2022, ma considerando gli effetti dell’incremento della mortalità, è probabile che l’età pensionabile non sarà aumentata. Anzi, potrebbe anche scendere. Magari non per tutte le categorie di lavoratori, ma per quelle gravose e usuranti sì. In proposito si attende il varo della prossima riforma pensioni da parte del governo Draghi. Dovrebbe arrivare entro quest’anno con la fine di quota 100.

La vita media si accorcia

In sostanza, quindi, l’età della pensione non dovrebbe subire aumenti nei prossimi anni. L’età media purtroppo si accorcia per effetto della diminuzione della speranza di vita a causa del covid. Nel 2020 ci sono stati 100 mila morti in più rispetto al 2019 e questi fa sì che gli indicatori Istat si girino verso il basso. Ma di quanto esattamente?

E’ ancora presto per fare previsioni, tuttavia, in base al report sul Benessere equo e sostenibile (Bes) dell’Istat, la speranza di vita scende mediamente di un anno. Con differenza evidenti fra le diverse aree geografiche dove la mortalità ha inciso di più o di meno.

Nel Nord Italia la speranza di vita passa da 82,1 anni nel 2010 a 83,6 nel 2019, per scendere nuovamente a 82 anni nel 2020. Nel Centro passa da 81,9 nel 2010 a 83,1 anni nel 2020 e nel Mezzogiorno da 81,1 a 82,2 anni, con perdite meno consistenti nell’ultimo anno.

“Gli indicatori hanno registrato impatti particolarmente violenti su alcuni progressi raggiunti in dieci anni sulla salute, annullati in un solo anno” ha detto il presidente Istat, Gian Carlo Blangiardo.

Si tratta di cifre ancora da elaborare poiché in Paese versa ancora in pieno stato di crisi emergenziale. Tuttavia l’arretramento è evidente e ci vorranno anni prima di tornare allo stato pre covid.

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