Pensione senza penalizzazioni: dal 2016 bisogna lavorare 4 mesi di più

Continua il dibattito sulla flessibilità in uscita: l’ultima proposta sulla pensione anticipata riduce la penalizzazione sull’assegno Inps ma ci farà lavorare quattro mesi di più

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Continua il dibattito sulla flessibilità in uscita: l’ultima proposta sulla pensione anticipata riduce la penalizzazione sull’assegno Inps ma ci farà lavorare quattro mesi di più

Dal prossimo anno scattano gli aggiornamenti dell’età pensionabile e dei contributi per andare in pensione senza penalizzazioni. In tema di pensione anticipata intanto il dibattito insiste sulla flessibilità in uscita ma proponendo una logica più equa per ridurre le penalizzazioni. Il nuovo sistema allo studio alla commissione Lavoro della Camera muove le basi dalla quota 97 di Damiano.

Pensione anticipata: Poletti non si sbilancia

Quest’ultima propone la pensione anticipata a 62 anni (con 35 di contributi), in cambio di una penalizzazione sull’assegno previdenziale Inps.

Il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, ha fatto il punto della situazione sulla riforma delle pensioni insistendo sulla necessità di garantire la flessibilità in uscita ma senza sbottonarsi sulla penalizzazione. “Appena saremo nelle condizioni di aprire un confronto lo faremo” ha detto: continua a rassicurare le parti sociali quindi ma senza mostrare le carte sul tavolo.

Età pensionabile: dal 2016 sale di quattro mesi

In tea di pensione senza penalizzazioni intanto una circolare applicativa dell’Inps di un decreto del ministero dell’Economia sull’adeguamento previsto per legge dei requisiti previdenziali all`aspettativa media di vita, ha confermato che dal 1 gennaio 2016 per andare in pensione serviranno quattro mesi di più, ovvero per l’esattezza 66 anni e 7 mesi (e almeno 20 anni di contributi). Il prossimo adeguamento si avrà nel 2019. Analogo calcolo vale per le lavoratrici dipendenti del pubblico impiego. Per le lavoratrici del settore privato, invece, l’incremento è anche maggiore: nel 2016 potranno andare in pensione di vecchiaia a 65 anni e sette mesi (che diventeranno 66 anni e sette mesi nel 2018) rispetto agli attuali 63 anni e nove mesi. Le lavoratrici autonome infine da 64 anni e nove mesi a 66 anni e un mese sempre a partire dal primo gennaio 2016 (e poi a 66 anni e sette mesi nel 2018).    

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