Pensione quota 41 per chi assiste disabili: la residenza è obbligatoria?

Pensione quota 41: se si vuole accedere come caregiver la convivenza con il disabile è obbligatoria. Quali possibilità ci sono che la domanda non venga accolta?

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Buongiorno,

Vorrei per cortesia delle info per la pensione anticipata.

Il prossimo anno a fine Agosto 2020 faccio 41 anni di contributi,  essendo precoce con più di 52 settimane prima dei 19 anni ed avente la 104 per mia mamma, vorrei chiedere se esiste la possibilità di andare in pensione anticipata.

Io abito a Bollate e mia mamma a Milano (distanza 6,5 km) e vorrei chiedere se è sufficiente e possibile fare la residenza temporanea, evitando tutti gli atti burocratici per la residenza definitiva ( Imu doppia casa ecc.

) e la tempistica di come posso farla.

Inoltre visto che mi dovrei licenziare, se esiste la possibilità che la mia domanda venga respinta.

Attendo fiducioso una sua risposta e ringraziandola anticipatamente porgo distinti saluti.

Pensione quota 41 caregivers e convivenza

Per i precoci che vogliono accedere alla pensione con quota 100 i requisiti contributivi da possedere sono di almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età e la maturazione di 41 anni di contributi. Poi per poter accedere alla misura è necessario appartenere ad una delle categorie di lavoratori tutelati e lei vi rientrerebbe in qualità di caregiver.

Per i caregivers i requisiti richiesti, oltre quelli contributivi, sono di assistere da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave in base alla legge 104 articolo 3 comma 3.

A lei manca il requisito della convivenza che, per quanto riguarda la quota 41 non può essere soddisfatta con la richiesta di dimora temporanea. Mentre per il congedo straordinario retribuito, essendo una misura temporanea, viene concessa la possibilità di soddisfare il requisito della convivenza con l’iscrizione al registro temporaneo della popolazione, per l’accesso alla pensione è richiesto inderogabilmente il requisito della residenza, da almeno 6 mesi, con la persona cui si presta assistenza.

Per soddisfare, entro agosto 2020, quindi, il requisito della convivenza di 6 mesi con il disabile cui presta assistenza, entro l’inizio dell’anno dovrebbe già aver predisposto la cosa, altrimenti rischia che la sua domanda di pensione venga respinta. Non è necessario che lei cambi la residenza in casa di sua madre, può essere anche il contrario e far spostare, quindi, la residenza di sua madre in casa sua.

Pensione quota 41: vi è la possibilità che venga respinta?

Molti dei lettori che ci scrivono lo fanno proprio per segnalare il fatto che la domanda con quota 41 è stata respinta (a tal proposito la invito alla lettura del seguente articolo: Pensione quota 41 caregiver accolta e poi negata: dov’è lo Stato sociale che tutela il cittadino?). La cosa migliore da fare, quindi, in questo senso è che a inizio 2020 presenti la domanda di riconoscimento del lavoro precoce e del caregivers per vedere se l’INPS le da la possibilità di accedere alla pensione con la quota 41. Io presenterei le dimissioni solo nel momento in cui c’è la sicurezza di potersi pensionare poichè il rischio, anche se remoto, che l’Inps respinga la domanda per qualche cavillo burocratico esiste (come ad esempio se non soddisfa il requisito di residenza con il disabile che assiste).

 

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]
“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.
Non si forniscono risposte in privato.”

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