Pensione quota 100 tra penalizzazione e contributi figurativi

Quali sono i contributi utili per accedere alla quota 100 e quali sono le possibili penalizzazioni cui si può incorrere?

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pensione anticipata

Gentile interlocutrice leggendo vari articoli tra penalizzazioni e altro ho sempre maggior confusione nel capire quale è la versione giusta … io per esempio ho appena compiuto 63 anni . ho 34 anni di contributi effettivi versati più un anno di militare e 4 anni di mobilità avendo perso il lavoro nel maggio 2013 , da poco sono stato assunto con un contratto a tempo determinato fino a fine aprile 2020 … ho raggiunto la quota 100 ? di quanto verrà penalizzato il mio assegno lordo ? può incidere il fatto che nel 2013 ho avuto un infarto acuto al miocardio con l’applicazione di tre stent uno per ogni coronaria  e nel 2018 un episodio di asistolia ( arresto cardiaco ) con l’applicazione di un’altro stent ?
La ringrazio in anticipo sperando che riesca a sciogliermi ogni dubbio .

Accesso pensione quota 100: contributi figurativi

Nei chiarimenti dell’INPS per l’accesso alla quota 100 è affermato che per il perfezionamento dei 38 anni è richiesto il  “perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.”.

Questo significa che per il perfezionamento dei 35 anni  possono essere considerati tutti i contributi obbligatori, figurativi, da riscatto, e volontari, con l’esclusione dei contributi volontari derivanti da malattia e disoccupazione indennizzata.

Già con i 34 anni di contributi effettivi e l’anno del servizio di leva, quindi, raggiunge la contribuzione di 35 anni richiesta. Gli episodi di malattia da quel che capisco, sono avvenuti nel periodo di mobilità, che in ogni caso è valido anche nel perfezionamento dei 35 anni. A mio avviso, quindi, può accedere tranquillamente alla quota 100 avendo raggiunto sia l’età anagrafica richiesta che il requisito contributivo necessario.

Quota 100 e penalizzazioni sull’assegno

La quota 100 non prevede penalizzazioni sull’assegno pensionistico che sarò, quindi, calcolato sul  montante contributivo maturato effettivamente alla decorrenza della pensione. Si può parlare, invece, di “perdita” sull’assegno pensionistico a causa dei mancati contributi versati. Nel suo caso, accedendo alla pensione con 39 anni di contributi e 63 anni di età ha un anticipo (e contributi mancati di conseguenza) sia sulla pensione anticipata che su quella di vecchiaia, e nello specifico:

  • 4 anni in meno di contributi rispetto alla pensione di vecchiaia
  • 3 anni e 10 mesi in meno rispetto alla pensione anticipata.

Questi contributi versati in meno, quindi, andranno ad incidere sull’assegno rispetto all’importo che riceverebbe versandoli. Ma solo in questo caso la quota 100 può essere considerata penalizzante (ma allo stesso modo è penalizzante anche le pensione anticipata rispetto a quella di vecchiaia poichè attendendo i 67 anni si potrebbero versare un maggior numero di contributi).

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