Pensione Quota 100, si può lavorare fino al giorno prima dell’erogazione?

La Pensione Quota 100 fa sorgere diversi dubbi, soprattutto riguardo alla possibilità di continuare a lavorare fino al giorno prima dell'erogazione o meno.

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La Pensione Quota 100 fa sorgere diversi dubbi, soprattutto riguardo alla possibilità di continuare a lavorare fino al giorno prima dell'erogazione o meno.

La Pensione Quota 100 fa sorgere diversi dubbi, soprattutto riguardo alla possibilità di continuare a lavorare fino al giorno prima dell’erogazione o meno.

Come bisogna muoversi per non perdere l’assegno?

Ci sono almeno un paio di punti importanti da chiarire in merito.

Rispondiamo ad una lettrice che ci scrive:

Buongiorno, sono una libera professionista con partita IVA e vorrei aderire alla pensione quota 100. Ho già maturato i 38 anni di contributi e compirò i 62 anni il prossimo 16 ottobre 2021. L’INPS mi ha detto di fare la domanda ad ottobre-novembre e che la pensione verrà erogata a partire da febbraio 2022. Il mio dubbio è questo: fino a quando potrò lavorare nel 2021 per non incorrere nella sospensione della pensione? Sarà necessario chiudere la partita IVA?”.

Pensione Quota 100: chi aderisce può lavorare fino al giorno prima dell’erogazione dell’assegno

L’INPS pone il divieto di lavoro a chi aderisce a Quota 100? No, piuttosto pone dei paletti.

Non esiste il divieto assoluto, si può continuare a lavorare in modo occasionale, non abituale. Per occasionale, l’Inps intende riferirsi all’art. 222 del Codice Civile. Il tipo di collaborazione deve quindi essere occasionale, mai un rapporto subordinato o professionale.

E’ consentito un limite massimo di guadagno di 5mila euro lordi annui. Ovviamente, nel calcolo si tiene conto di tutte le entrate dell’intero anno anche quelle antecedenti all’uscita dal lavoro.

E’ importante, quindi, considerare il cumulo dei redditi, incluso quello riconducibile all’attività svolta nei mesi dell’anno che precedono la decorrenza della pensione Quota 100 e/o successivi al compimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia.

Rispondiamo, in sintesi, alla lettrice

Alla lettrice che chiede fino a quando potrà lavorare nel 2021 per non incorrere nella sospensione della pensione rispondiamo che è possibile lavorare a patto che si tratti di attività occasionale, non abituale, e che non si superino i 5mila euro lordi di guadagno.

Dopo la soglia dei 5mila euro scatta l’incumulabilità della pensione con il reddito da lavoro.

Riguardo alla libera professione da lei svolta, consigliamo di verificare che il tipo di attività svolta non crei problemi in merito ai requisiti di abitualità e professionalità, visto che viene ammesso il lavoro prettamente occasionale.

A parere della Redazione, la libera professione creerebbe problemi, non trattandosi di lavoro autonomo occasionale. Dunque, potrebbe essere incompatibile fino all’età prevista per la pensione di vecchiaia pur non superando il limite dei 5mila euro.

Sarà necessario chiudere la partita IVA? Se il tipo di attività non crea ostacoli ai requisiti previsti dall’Inps non sarà necessario purché non si superino i 5mila euro lordi annui con emissione da parte del committente della ritenuta di acconto del 20%.

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