Pensione quota 100: penalizzazione massima dell’8% o del 34%?

Pensione con quota 100: più sarà bassa l'età di pensionamento più sarà alta la penalizzazione.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Pensione con quota 100: più sarà bassa l'età di pensionamento più sarà alta la penalizzazione.

Continuano le polemiche sulle presunte penalizzazioni che porterebbe il pensionamento con la quota 100. C’è chi vocifera di penalizzazioni fino al 30% o addirittura al 34% andando in pensione prima con la nuova misura.

Penalizzazioni quota 100: la Lega smentisce

Il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo, con i dati dell’Ufficio parlamentare di Bilancio sulle news pensioni, ribadisce che “Dai calcoli che noi abbiamo fatto al massimo, se uno va in pensione 3-4-5 anni prima, per la stragrande maggioranza delle persone al massimo la penalizzazione, perché non hai versato i contributi, potrà essere dal 5 al massimo all’8%”.

La rassicurazione arriva dopo che si erano diffuse moltissime voci su una penalizzazione per chi sceglie di accedere alla pensione prima con la quota 100 rispetto alla pensione anticipata con i requisiti attualmente in vigore.

Vere penalizzazioni?

Secondo le stime dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio le penalizzazioni dell’anticipo pensionistico potrebbero andare dal 5,06% di chi anticipa di un solo anno rispetto alla pensione anticipata legge Fornero, fino ad arrivare ad un massimo del 34,17% per chi anticipa di 6 rispetto ai requisiti attualmente in vigore. Anche se Matteo Salvini aveva escluso categoricamente le penalizzazioni; il leader afferma di non capire da dove escano i dati di questa simulazione.

“Questa stima – ha chiarito il presidente dell’Upb Giuseppe Pisauro – non è ovviamente direttamente confrontabile con le risorse stanziate nel Fondo per la revisione del sistema pensionistico per vari fattori: dal tasso di sostituzione dei potenziali pensionati con nuovi lavoratori attivi a valutazioni di carattere soggettivo (condizione di salute o penosità del lavoro) o oggettivo (tasso di sostituzione tra reddito e pensione, divieto di cumulo tra pensione e altri redditi, altre forme di penalizzazione)”. Questi calcoli, quindi, dovrebbero convincere larga parte della platea di lavoratori interessati alla quota 100 a restare al lavoro piuttosto che ad accedere alla misura.

La beffa della quota 100?

Secondo quanto riportato dal Sole24Ore la perdita sull’assegno pensionistico di chi si ritirerà dal lavoro con 62 anni di età e 38 anni di contributi, non verrebbe solo dal minor numero di contributi versati ma anche da una minore rivalutazione dei contributi stessi a causa della congiuntura economica. Più sarà bassa l’età di uscita, quindi, più il coefficiente di trasformazione sul calcolo della pensione sarà basso andando ad incidere negativamente sull’importo dell’assegno.

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Argomenti: News pensioni, Pensioni anticipate