Pensione quota 100: l’INPS può respingere domanda in assenza di presentazione di dimissioni?

L'Inps non può respingere una domanda di pensione per mancanza di presentazione di dimissioni: la cessazione dell'attività lavorativa deve esserci al momento della decorrenza della pensione.

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L’INPS può respingere la domanda di pensione con quota 100 perché il richiedente non ha ancora presentato le dimissioni? Rispondiamo al dubbio del nostro lettore.
Buongiorno d.ssa Delpidio,
innanzi tutto la ringrazio per la Sua cortesia, che ho già avuto modo di sperimentare.
Volevo sottoporLe il seguente quesito:
“dovrei andare in pensione, con quota 100, il primo luglio 2019 (utilizzo il condizionale in quanto per il raggiungimento del requisito contributivo ho richiesto, nella domanda di pensione, il riconoscimento dei contributi figurativi – 2 mesi per ciascun anno a partire dal 2013 – in quanto ho lavorato in presenza di uno stato di invalidità riconosciuto pari all’80%”).
 
Volevo sapere entro quale data devo presentare le dimissioni. All’atto della domanda di pensione all’INPS?? Entro il 30 giugno 2019?? In una data intermedia?? 
Io penso che dovrei dimettermi entro il 30 giugno ma ho infatti il timore che, avendo presentato la domanda a fine marzo scorso senza dimettermi, l’INPS possa respingerla.
Grazie e saluti.

Pensione quota 100 e dimissioni

La domanda di pensione non è legata alla presentazione delle dimissioni. Le dimissioni restano una faccenda legata tra datore di lavoro e lavoratore poiché se, come penso, lavora presso un’azienda privata, non ha nessun obbligo di dimissioni entro determinate date.

L’importante, per l’INPS, è che lei abbia cessato la sua attività lavorativa al momento della decorrenza della pensione (quindi come dice lei 30 giugno).

La decorrenza delle sue dimissioni, quindi, parte, in ogni caso dal 30 giugno, indipendentemente da quando deciderà di presentare le stesse al suo datore di lavoro poiché nel presentare le dimissioni dovrà indicare la data di decorrenza (che sarà appunto il 30 giugno).

La cosa che le raccomando, però, è di parlare con il suo datore di lavoro per capire il periodo di preavviso obbligatorio che deve dare in caso di dimissioni volontarie poiché tale periodo deve essere ricompreso tra la data di presentazione delle dimissioni e la data di decorrenza delle stesse. Questa è l’unica regola normativa che deve rispettare per non incorrere in eventuali sanzioni da parte del datore di lavoro poiché il periodo di preavviso è obbligatorio per legge.

Le consiglio, quindi, di parlare quanto prima con il suo datore di lavoro per stabilire la durata del periodo di preavviso da rispettare prima di poter lasciare il lavoro per potersi fare i conti di quando presentare domanda di dimissioni.

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