Pensione Quota 100: donne e lavoratori stagionali penalizzati

Pensione quota 100: l'uscita anticipata così strutturata potrebbe sfavorire alcune categorie di lavoratori. Tra i penalizzati le donne e chi fa lavori stagionali o discontinui.

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L’uscita a 62 anni e con 38 anni di contributi, requisiti richiesti per la quota 100, sono spesso un miraggio per alcune categorie di lavoratori. E’ da questa riflessione che partono le accuse alla quota 100 mosse dalla Cgil. Il sindacato fa riferimento soprattutto a chi, per motivi diversi, ha carriere discontinue: tra questi donne e lavoratori stagionali ad esempio.

Quota 100: donne in pensione a 74 anni?

Si legge nella nota Flai Cgil: “riteniamo assolutamente indifferibile, come gia’ richiesto dalle confederazioni, un reale confronto sul tema e l’emanazione di norme attuative che contengano delle reali risposte alle problematiche indicate. Il governo si confronti con noi per evitare che si continuino ad attuare provvedimenti segnati dalla disparita’ di trattamento, facendo lavoratori di serie A e di serie B, penalizzando chi nel mercato del lavoro non ha la fortuna di svolgere un lavoro a tempo indeterminato, come i lavoratori stagionali dell’industria come dell’agricoltura, che rappresentano l’ossatura del nostro sistema economico”.
La richiesta quindi è quella di un confronto con il governo su questo nodo da sciogliere per l’attuazione della quota 100 in modo non discriminante, onde evitare il rischio che vi siano lavoratori di serie A e di serie B. Ma quando? Il decreto su quota 100 2019 dovrebbe essere pubblicato nella giornata di domani quindi, salvo interventi correttivi ex post, è difficile che si possa fare qualcosa per le donne, gli stagionali e tutti i lavoratori penalizzati dai requisiti quota 100.

Quota 100 dipendenti pubblici: le regole per il Tfs

Peraltro in queste ultime ore che precedono l’uscita dell’attesissimo decreto quota 100, i tecnici sono alle prese con un altro nodo da sciogliere, ovvero quello che riguarda la buonuscita dei dipendenti pubblici. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon nelle sue ultime dichiarazioni ha garantito che sarà studiato un modo per assicurare agli statali la possibilità di ricevere subito il tfs. All’uopo servirà una convenzione firmata con gli istituti bancari ma non è ancora chiaro se, e in che misura, lo Stato sarà chiamato a coprire gli interessi.

Seguiranno ovviamente aggiornamenti da domani basati verosimilmente sul testo ufficiale del decreto. Vedremo se, rispetto a quanto previsto nella bozza, sarà stabilito qualcosa in merito a queste categorie di lavoratori con carriere discontinue.

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